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Comitato pro Treviso, la temuta penale.


Ma sarà vero che se il Comune di Treviso decide di ritirarsi dal progetto Park Vittoria deve sopportare una pesante penale? In questa seconda parte forse si ottiene la risposta.

Ritorno . . . cliccando qui per accedere alla prima pagina. Le pagine di rinvio al testo completo di alcuni articoli sono in preparazione.

Articolo 10 Ritrovamenti archeologici. Intanto il primo comma di questo articolo mi suggerisce di chiedere da ora alla Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici di esprimere per tempo il parere che le compete su casa mia, che non dovrebbe essere sollecitata in particolare da tiranti collocati nel suo sottosuolo e che, nella malaugurata ipotesi di un crollo (La casa nei muri perimetrali ha mattoni e collante propri del finire del 1300, e lo stesso dicasi per le travi portanti il tetto) essa va riedificata nell'assoluto rispetto dell'architettura in cui si esprime ora e con totale recupero del materiale originario. La casa potrebbe, per massimo di precauzione essere smontata e riedificata dopo il collaudo dell'interrato. Aspetto che riguarderà anche i seguenti assessori: l'Assessore Andrea De Cecchi per le politiche per la sicurezza delle persone e dei beni sul territorio e l'Assessore Mauro Michielon per le politiche per la famiglia, politiche sociali e sanitarie; politiche per la casa; politiche per la tutela degli animali (rientro?), comprese le politiche per gli anziani e le persone, ma ugualmente l'Assessore Sergio Marton per le politiche per i beni storico-architettonici, finendo con l'Assessore Vittorio Zanini per le politiche per l’ambiente e per la qualità ambientale della vita: rifiuti, aria, acqua, rumore (di attività produttive, commerciali, veicoli, ecc. Tutti loro dovranno garantirmi una sistemazione abitativa di pari dignità e ubicazione alla mia attuale per tutto il tempo che, causa lavori, non potrò usufruire di casa mia che, si verrà a trovare come un qualsiasi altro edificio in occasione di operazioni di bonifica da residuati bellici. Perché a questa situazione si ridurrà Piazza della Vittoria, scavando alle profondità prospettate a meno di 10 metri da casa mia. E per il tempo dei lavori non potrò essere obbligato a una sistemazione di fortuna. Come non potrò attendere abitando in casa se essa regge alle sollecitazioni dello scavo, ecc.

Anche l'articolo 10 merita una pagina per considerarlo nel testo completo e valutare se in esso non sia contenuto il secondo motivo per il quale l'atto 15 gennaio 2008 è da considerarsi nullo. L'aspetto merita una trattazione a parte.

Limitando l'analisi alle temute penali, nell'articolo 10 si incontra la loro prima considerazione, e si può affermare che questa penale può essere dovuta non per il caso che il sindaco Gobbo assuma l'attesa decisione politica di farci dimenticare il Park Vittoria, ma invece se non assume questa decisione e, nonostante il sottoprodotto di contratto predisposto dalla sua Amministrazione, decida da adesso in avanti di non opporsi alla realizzazione del Park Vittoria. Non può essere per la portata dell'articolo 10 che a Gobbo viene attribuita la dichiarazione che, ormai, con il Park Vittoria si hanno le mani legate.

Questo articolo prevede che se eventuali ritrovamenti archeologici riducessero di oltre l'80% (udite, udite!) i 40 posti auto in diritto di superficie da concedere per 90 anni . . . Non mi sto sbagliando, caro lettore, qui a sbagliare è stato l'estensore dell'atto e, se si vuole, i due che lo hanno sottoscritto. Spiego meglio: nell'articolo 10 è scritto nelle ultime righe di pagina 21 "un numero di posti auto non inferiore all'80% del numero previsto all'articolo 3 della presente convenzione". Alla successiva pagina 22 è sempre scritto: "un numero di posti auto inferiore all'80% del numero previsto all'articolo 3".

 

Non sono in grado di arrivare ora ad una conlusione sulla portata di quanto ho fino a qui rilevato nella convenzione 15 gennaio 2008. Anche quanto è emerso tra l'incongruenza dell'articolo 10 che rinvia all'articolo 3, al dilà dell'entusiasmo per aver individuato questo deficit dell'atto, pone alla fine una considerazione: "Causa le previste penali, per ripetuti interventi dei media locali, il Sindaco Gobbo si sentirebbe le mani legate." Vorrei approfondire se per la rinuncia al Cantarane sono state corrisposte penali alla Concessionaria, e allo stato io non conosco chi essa fosse, e accertato questo, potrei rispondere meglio a un dubbio. Non sarà che di penale si discuta costantemente fino ad arrivare a rinunciare all'opera avendo corrisposto una penale? E, ancora più nel dubbio, chiedermi se la penale non sia il fine delle convenzioni e un modo di realizzare cassa da ripartire?

 

Dopo decenni di sorprese su quanto riserva la pubblica amministrazione, giudico abbastanza ingenue le miie perplessità quindi occorre uno stacco sul tema aticolo 3 e 10 per affrontare il restante articolo 17 "Risoluzione e/o revoca della concessione." Salvo una rilettuta dell'atto necessaria per altre valutazioni, al momento non individuo altro punto che preveda sanzioni a carico del Comune di Treviso.

Quindi continuo in altra pagina cui rinvio.



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Ai cittadini italiani quindi dico: "controllateci, incalzateci, fateci sentire il vostro fiato sul collo!" Renato Brunetta, Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione.

Richiesta

pubblica al Presidente della Provincia di Treviso e al Sindaco del Comune di Treviso, ai due Consigli Provinciale e Comunale, di assunzione di delibera e di rilascio di dichiarazione riguardante il tipo di opera che verrà realizzata in Project financing denominata "Park Vittoria", alla sua permanente destinazione futura, con specifica esclusione di progetto di cambio di destinazione d'uso dell'adiacente Istituto Tecnico Jacopo Riccati, per la quale nuova destinazione d'uso il Park Vittoria diventasse, in tutto o in parte, pertinenza di un progetto di Hotel o simile. Individuazione precisa del tipo di opera definita "strategica" nelle dichiarazioni pubbliche del Sindaco Gobbo.

Molti Amministratori pubblici, in caso di danni provocati dalla realizzazione del Park Vittoria, dovranno rispondere anche personalmente, in solido e illimitatamente, anche se loro fanno affidamento sulle polizze pagate con il pubblico denaro.

L'affidamento in locazione pluriennale di tutto o parte dell'area interrata di parcheggio a privati assegnatari di box avrebbe analogia con gli alloggi di edilizia residenziale pubblica non suscettibili di godimento contemporaneo e collettivo, ma solo di godimento individuale sulla base dell'assegnazione del singolo box. L'opera è considerata pubblica in senso stretto se si connota per la fruibilità da parte di un numero potenzialmente indeterminato di soggetti. Essi dovrebbero di conseguenza risultare utenti, anche abituali, ma non assegnatari. In presenza di utenti assegnatari il Park Vittoria al più potrebbe essere considerato come opera privata di pubblica utilità.

I bilanci, da soli, non consentiranno mai di rispondere per il risarcimento di probabili danni arrecati ai confinati, proprietari e abitanti, al Park Vittoria. Quindi risponderanno gli Amministratori!

Non si realizzano opere sotterranee assolutamente impermeabili e non si governano i percorsi delle vene d'acqua sotterranee, con la conseguenza che l'area perimetrale destinata al Park Vittoria, ora asciutta e salubre, potrà diventare umida e alterare lo stato degli immobili non solo adiacenti la piazza.