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All'assessore Basso sul park Vittoria.


Caro "il Treviso",

assente dalla città per qualche giorno, leggo soltanto ora, a pag. 20 del vs. numero del 23 scorso, la rettifica fatta dall'assessore Basso alla accusa di avere detto il falso che gli ho mosso. Poiché sono personalmente citato e constatato che tale rettifica reca ulteriori affermazioni non vere, accogli la mia richiesta di portare a conoscenza dei lettori quanto segue:

a - all'inizio dei lavori della commissione LL.PP. cui si fa riferimento, il presidente Chiole disse, è vero, che quando i lavori si sarebbero esauriti il pubblico avrebbe potuto intervenire, ma solamente allora. Però è altrettanto e soprattutto vero che a lavori esauriti il suddetto Chiole chiuse la seduta e si alzò, imitato dagli altri commissari, senza minimamente invitare il pubblico a fare le eventuali osservazioni; cosa doverosa nella sua qualità di padrone di casa. Personalmente avrei voluto smentire le affermazioni del Basso in quella sede, ma mi venne negato dal fatto non peregrino che, come mi è stato insegnato da fanciullo, non è permesso di intrattenersi oltre quando il padrone di casa si alza e con tale gesto tacitamente invita a uscire. Questione di etichetta? Di ciò l'assessore Basso non fa menzione perché gli conviene o perché ignora certe regole?

b - ciò che l'assessore Basso asserisce di aver detto a proposito della comunicazione della Soprintendenza per i beni archeologici non concorda con quello che ha invece detto in commissione LL.PP., come ho già provato sia direttamente, sia a mezzo stampa, quindi basta affastellare versioni su quell'accaduto a fini chiaramente propagandistici.

Per finire, invitando l'assessore Basso a porre fine a questo sterile ping pong, lo esorto a impiegare il tempo meditando sulla nostra fattiva proposta di incaricare un giurì di esperti che, esaminata la situazione idrogeologica, dichiari se il progetto che gli è tanto a cuore può essere realizzato o no. Avrebbe dovuto farlo prima di armare questo enorme sconquasso nella quiete di questa città. Noi un noto esperto l'abbiamo interpellato, ricevendo un verdetto categoricamente contrario al disonorevole buco Vittoria e lei, assessore, faccia altrettanto, per il rispetto che si deve ai cittadini tutti, dentro e fuori l'area della piazza e per evitare una catastrofe della quale sarà fra i primi a essere chiamato a rispondere.

Giuseppe Lentini - Treviso

25 febbraio 2009

Vedere nel blog.

Vedere lettera aperta al Rag. Giuseppe Basso.



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Ai cittadini italiani quindi dico: "controllateci, incalzateci, fateci sentire il vostro fiato sul collo!" Renato Brunetta, Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione.

Richiesta

pubblica al Presidente della Provincia di Treviso e al Sindaco del Comune di Treviso, ai due Consigli Provinciale e Comunale, di assunzione di delibera e di rilascio di dichiarazione riguardante il tipo di opera che verrà realizzata in Project financing denominata "Park Vittoria", alla sua permanente destinazione futura, con specifica esclusione di progetto di cambio di destinazione d'uso dell'adiacente Istituto Tecnico Jacopo Riccati, per la quale nuova destinazione d'uso il Park Vittoria diventasse, in tutto o in parte, pertinenza di un progetto di Hotel o simile. Individuazione precisa del tipo di opera definita "strategica" nelle dichiarazioni pubbliche del Sindaco Gobbo.

Molti Amministratori pubblici, in caso di danni provocati dalla realizzazione del Park Vittoria, dovranno rispondere anche personalmente, in solido e illimitatamente, anche se loro fanno affidamento sulle polizze pagate con il pubblico denaro.

L'affidamento in locazione pluriennale di tutto o parte dell'area interrata di parcheggio a privati assegnatari di box avrebbe analogia con gli alloggi di edilizia residenziale pubblica non suscettibili di godimento contemporaneo e collettivo, ma solo di godimento individuale sulla base dell'assegnazione del singolo box. L'opera è considerata pubblica in senso stretto se si connota per la fruibilità da parte di un numero potenzialmente indeterminato di soggetti. Essi dovrebbero di conseguenza risultare utenti, anche abituali, ma non assegnatari. In presenza di utenti assegnatari il Park Vittoria al più potrebbe essere considerato come opera privata di pubblica utilità.

I bilanci, da soli, non consentiranno mai di rispondere per il risarcimento di probabili danni arrecati ai confinati, proprietari e abitanti, al Park Vittoria. Quindi risponderanno gli Amministratori!

Non si realizzano opere sotterranee assolutamente impermeabili e non si governano i percorsi delle vene d'acqua sotterranee, con la conseguenza che l'area perimetrale destinata al Park Vittoria, ora asciutta e salubre, potrà diventare umida e alterare lo stato degli immobili non solo adiacenti la piazza.