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precisazioni alla vs. 11624 del giorno 11 febbraio 2009


Treviso, 21 febbraio 2009
al sig. Giuseppe Basso
Assessore ai LL.PP. al Comune di Treviso
e p.c. al sig. Gian Paolo Gobbo - sindaco di Treviso
al sig. Renato Salvadori - Pres. Consiglio Comunale di Treviso
alle forze politiche di minoranza in Consiglio
a "la Tribuna di Treviso" - "Il Gazzettino" - "Il Corriere del Veneto" "Il Treviso"
OGGETTO: precisazioni alla vs. 11624 del giorno 11 febbraio scorso

Assessore Basso, ricevo solo ora la sua in oggetto, supponendo che essa sia sua. Infatti non si capisce se a scrivere sia lei, l'ing. Mirolo che la firma anch'egli, oppure il Comune stesso.

Noto, senza meravigliarmene date le tradizioni, che lei ha eluso l'argomento trattato nella mia precedente, in cui l'ho accusata di falso per avere lei affermato che la Soprintendenza avrebbe escluso la presenza di beni archeologici e che, pertanto, non ci sarebbero stati ostacoli ai lavori. Provai la mia accusa riportando il chiaro contenuto del referto dei carotaggi, contenuto inequivocabile che lei stravolge a suo piacimento:

". . ., questo ufficio comunica fin d'ora che la realizzazione dell'opera presuppone una indagine esaustiva dei depositi archeologici e che solo uno scavo in estensione può consentire l'esatta valutazione dello sviluppo planimetrico delle strutture murarie di età alto medievale e moderna". . . (omissis) ". . . (reperite) antiche testimonianze databili ai primi secoli del millennio A.C. riferibili a una frequentazione di tipo abitativo che consentono di inglobare la zona nel nucleo del noto centro veneto di Treviso."

(Credo che il sindaco di qualunque città farebbe salti di gioia davanti a tali ritrovamenti, non trova sig. Gobbo?)

Non si tratta quindi, come lei sostiene nella sua in riferimento, di una mera "valutazione qualitativa dei ritrovamenti" e in nessuna parte del referto, come lei stesso ammette, né in alcuna parte della mia lettera e delle sue affermazioni in commissione LL.PP. si è mai parlato di "amovibilità" dei reperti o lo si lasci intendere fra le righe. È stato dunque da parte sua un'illazione inventata per sgattaiolare, more solito, dalla precisa responsabilità mossale della quale avrebbe dovuto rispondere. Respingo al mittemte, inoltre, l'accusa di "speculare più o meno strumentalmente sul tema della rimozione dei reperti". Risulta evidente infatti che tale tema è lei ad averlo usato strumentalmente come via di fuga, è dunque lei che strumentalizza. Se fossi, come lei, un politico strumentalizzerei per consuetudine, ma io non lo sono e quindi non strumentalizzo alcunché non avendone lo scopo. La invito perciò a venire allo scoperto ammettendo di avere propalato una notizia falsa e indicandone i motivi e, se ci sono, i madanti.

C'è amarezza a causa di questo comportamento, che del resto è consueto alla luce di quanto si è visto nell'ultima seduta di consiglio. Ci è di consolazione sapere che "sic transit gloria mundi". Suppongo che lei sappia cosa vuol dire.

Giuseppe Lentini
Coordinatore del Comitato per la Difesa di Piazza Vittoria

Vedere nel blog.

Vedere lettera aperta al Rag. Giuseppe Basso.

Segue il 25 febbraio 2009



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Ai cittadini italiani quindi dico: "controllateci, incalzateci, fateci sentire il vostro fiato sul collo!" Renato Brunetta, Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione.

Richiesta

pubblica al Presidente della Provincia di Treviso e al Sindaco del Comune di Treviso, ai due Consigli Provinciale e Comunale, di assunzione di delibera e di rilascio di dichiarazione riguardante il tipo di opera che verrà realizzata in Project financing denominata "Park Vittoria", alla sua permanente destinazione futura, con specifica esclusione di progetto di cambio di destinazione d'uso dell'adiacente Istituto Tecnico Jacopo Riccati, per la quale nuova destinazione d'uso il Park Vittoria diventasse, in tutto o in parte, pertinenza di un progetto di Hotel o simile. Individuazione precisa del tipo di opera definita "strategica" nelle dichiarazioni pubbliche del Sindaco Gobbo.

Molti Amministratori pubblici, in caso di danni provocati dalla realizzazione del Park Vittoria, dovranno rispondere anche personalmente, in solido e illimitatamente, anche se loro fanno affidamento sulle polizze pagate con il pubblico denaro.

L'affidamento in locazione pluriennale di tutto o parte dell'area interrata di parcheggio a privati assegnatari di box avrebbe analogia con gli alloggi di edilizia residenziale pubblica non suscettibili di godimento contemporaneo e collettivo, ma solo di godimento individuale sulla base dell'assegnazione del singolo box. L'opera è considerata pubblica in senso stretto se si connota per la fruibilità da parte di un numero potenzialmente indeterminato di soggetti. Essi dovrebbero di conseguenza risultare utenti, anche abituali, ma non assegnatari. In presenza di utenti assegnatari il Park Vittoria al più potrebbe essere considerato come opera privata di pubblica utilità.

I bilanci, da soli, non consentiranno mai di rispondere per il risarcimento di probabili danni arrecati ai confinati, proprietari e abitanti, al Park Vittoria. Quindi risponderanno gli Amministratori!

Non si realizzano opere sotterranee assolutamente impermeabili e non si governano i percorsi delle vene d'acqua sotterranee, con la conseguenza che l'area perimetrale destinata al Park Vittoria, ora asciutta e salubre, potrà diventare umida e alterare lo stato degli immobili non solo adiacenti la piazza.