Mobilità sostenibile da inventare, come il resto.
Fantapolitica e fantaeconomia: Gentilini abbandona l'idea del Park Vittoria e al posto dell'interrato si prodiga per realizzare una Treviso outlet e, perfino, una Treviso Albergo Diffuso, come da esempi friulani e bergamaschi. Oppure altre realtà già realizzate.
La notizia: l'outlet Treviso avrà una rete di furgoni elettrici per la distribuzione delle merci in centro.
Sì, domani!
E il servizio sarà gestito dall'ACTT, quale alternativa ad occuparsi della progettazione, edificazione e gestione dell'interrato Park Vittoria.
Ma è una balla! Inventata di sana pianta da me.
Outlet è un centro commerciale specializzato, ossia una galleria di negozi, sia monomarca che multimarca, radunati entro una stessa struttura, con servizi in comune. Gli ambienti degli outlet, solitamente, non sono dissimili dai normali negozi o centri commerciali; ne ricalcano l'organizzazione sia logistica che architettonica. La disposizione e l'esposizione delle merci, tuttavia, risulta molto meno appariscente ed il servizio è orientato al self-service. I diritti dei consumatori, nell'ambito di acquisti effettuati presso un outlet, sono regolarmente tutelati dalla legge per quanto concerne esposizione dei prezzi, trasparenza di sconti ed eventuali difetti della merce, resi, garanzie, ecc. Il fenomeno degli outlet, in particolare nel nord Italia, sta vivendo, in questi ultimi anni, una fase di ampia crescita sia di richiesta sia di offerta.
Una definizione come altre di un centro commerciale. Ma vado oltre al centro commerciale. Centro commerciale è una definizione riduttiva.
Quando penso ad un centro commerciale, idealizzo la Treviso entro e fuori le mura, nella quale, per un incanto associazioni di commercianti, di artigiani, di industriali della provincia, di esercenti arti e professioni, abbiano finalmente scoperto come far vivere Treviso, quel centro veneto che ha naturali le migliori risorse per prestare un servizio, se volete, anche a livello internazionale, dal momento che dispone dell'aeroporto.
Una città campionaria permanente, dove venire a fare shopping, dove rilassarsi nei più svariati modi, dove fare affari e dove, soprattutto, non circola un autoveicolo privato, ma solo mezzi pubblici mossi da carburanti al massimo livello di rispetto ambientale.
E ripeto, città unica perché resa tutta pedonalizzata, senza un parcheggio interrato, neppure per sbaglio. Unica perché di suo è già Treviso e ha un territorio naturale per cui non le manca nulla, ma nulla, per essere vissuta come centro per giovani e per anziani, con gli adulti in età di lavoro impegnati in tantissime attività alle quali basterebbe pensare con riferimento alla nostra epoca. Treviso come centro naturale di un territorio baciato dalla natura, ma anche dal tanto lavoro già fatto durante i secoli passati e gli ultimi decenni di boom economico, assolutamente da non perdere. Treviso, e territorio, attrazioni per il turismo internazionale, con Venezia e il resto del Veneto a due passi. Con la metropolitana di superficie che la renderebbe l'angolo più completo della idealizzata Patreve. Treviso, centro internazionale di affari, di trasformazioni di ogni tipo, molte già presenti e uniche. Treviso polmone di economia vera, dove non manca nulla e tanto meno mancano le capacità lavorative, riconosciute in campo internazionale. Sebbene molti trevigiani, che esprimono un Gentilini, forse non lo sanno.
Treviso e dintorni organizzata come hanno già pensato friulani e bergamaschi per offrire ospitalità diffusa, nel concetto di Albergo diffuso, anche economico, che abbina molti interessi, spettacoli e attrattive all'ospitalità che produce impiego di immobili, di teatri, biblioteche e musei, lavoro e reddito diffusi. E perfino Treviso che si organizza come presenza in Venezia.
Ma come possono capire un progetto come questo gli operatori economici di Treviso? Intendo quelli che Gentilini da anni sostiene di voler agevolare proprio portando le automobili fuori della porta delle loro attività, parcheggiandole sotto terra, giusto in Piazza della Vittoria. Vi pare che gli imprenditori, che pure qui e nei dintorni ci sono e forse non hanno ancora apprezzato Treviso, mentre a Milano si prospetta una finestra internazionale, forse artificiale, possano attendersi un Gentilini che rivolga loro un invito? O un Gobbo, impegnato nella Lega Nord, per il quale Treviso è, probabilmente, un passaggio da carrierista politico? Oppure affidiamo Treviso all'architetto Sandro Zampese, alle prese sul come mettere d'accordo vuoto nei parcheggi da lui (già) amministrati e traffico fino in Piazza della Vittoria, da ricoverare interrato? Gentilini, Gobbo, Zampese . . . presenze determinanti per Treviso, e operatori commerciali e cittadini attivi che non si sentono.
Mi rivolgo ai bottegai dalle botteghe tristemente vuote e agli altri operatori commerciali, quelli che non concepiscono la possibilità che Treviso può offrire. Createvela una clientela del tutto nuova e abbondante! Offrire il nuovo: non un accesso con automezzo privato, ma più occasioni per risiedere in una città resa unica.
Mi rivolgo al "mecenate" come è stato definito, allo stesso che sarebbe rimasto senza risorse e che secondo Gentilini deve andarsene a casa in anticipo. Questi due a Treviso hanno fatto il bello e cattivo tempo. Ma cosa ha fatto il "mecenate" e cosa ha concepito di "produttivo"? Forse non ho la capacità di capirlo.
Mi rivolgo agli amministratori che hanno riportato a Treviso l'università e ora hanno terminati i fondi per farla continuare. Meraviglioso esempio di capacità amministrativa. Ottimo mantenimento di impegno verso i giovani e verso le esigenze dell'imprenditoria locale, alla quale si sarebbe venduto parole.
O normale dimostrazione di un'ennesima buggerata ai trevigiani che continuano a votare contenti il loro Gentilini e compagni.
Forza Treviso, e magari svegliati! Magari pensa, se cittadini, imprenditori, esercenti arti e professioni, cittadini attivi, si decidessero ad organizzarsi, perché la classe politica locale finora espressa, ha dimostrato che la città di Treviso non sa neppure da che parte pigliarla. Cosa vi costerebbe proporre all'elettorato un'idea nuova di amministrazione pubblica semplicemente per realizzare un business di Treviso? Vi mancano gli uomini? Non disponete nelle vostre famiglie di giovani ai quali offrire l'opportunità di un periodo di esercizio nell'amministrazione pubblica propedeutico per l'avviamento all'attività? Chi siete se delegate a Gentilini e a Gobbo l'amministrazione della città e magari a primavera 2010 quella della Regione del Veneto, senza aver espresso da vent'anni nulla di vostro, restando al chiuso delle vostre occupazioni, molte bisognose da tempo di ben altro?
Non ci pensano ad organizzarsi questi operatori, da sempre latitanti? Perché non ci pensano i giovani in cerca di occupazione e le loro famiglie trevigiane? Cosa impedisce a giovani e loro famiglie bacino di voti, di "fare numero" e di "redigere un progetto di semplicità e praticità" per lasciare a casa tutti gli eletti attualmente in carica, ma veramente tutti senza esclusioni, e proporvi come espressione di pratiche esigenze di famiglia e migliore qualità di vita, oltre che di avviamento al lavoro? Avete bisogno solo di "fare numero". Fate un'esperienza e da essa, è sicuramente lecito, trovate la vostra migliore occupazione, evitando di ridurvi a carrieristi nella politica. L'esperienza deve essere esercizio di un dovere civico e non un "mestiere" di esercizio di compromessi, e altro.
È da adesso che si deve pensare al progetto Treviso, che non si improvvisa, come non si improvvisa la nuova classe politica chiamata a realizzarlo. Altro che Park Vittoria interrato!
E che Gentilini si goda la pensione, magari da domani.
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Blog
Il blog parkvittoria per i Revisori, i Sindaci, gli Amministratori e i Funzionari, e per gli elettori Lega Nord dipendenti.
Svolta
Ai cittadini italiani quindi dico: "controllateci, incalzateci, fateci sentire il vostro fiato sul collo!" Renato Brunetta, Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione.
Richiesta
pubblica al Presidente della Provincia di Treviso e al Sindaco del Comune di Treviso, ai due Consigli Provinciale e Comunale, di assunzione di delibera e di rilascio di dichiarazione riguardante il tipo di opera che verrà realizzata in Project financing denominata "Park Vittoria", alla sua permanente destinazione futura, con specifica esclusione di progetto di cambio di destinazione d'uso dell'adiacente Istituto Tecnico Jacopo Riccati, per la quale nuova destinazione d'uso il Park Vittoria diventasse, in tutto o in parte, pertinenza di un progetto di Hotel o simile. Individuazione precisa del tipo di opera definita "strategica" nelle dichiarazioni pubbliche del Sindaco Gobbo.
Molti Amministratori pubblici, in caso di danni provocati dalla realizzazione del Park Vittoria, dovranno rispondere anche personalmente, in solido e illimitatamente, anche se loro fanno affidamento sulle polizze pagate con il pubblico denaro.
L'affidamento in locazione pluriennale di tutto o parte dell'area interrata di parcheggio a privati assegnatari di box avrebbe analogia con gli alloggi di edilizia residenziale pubblica non suscettibili di godimento contemporaneo e collettivo, ma solo di godimento individuale sulla base dell'assegnazione del singolo box. L'opera è considerata pubblica in senso stretto se si connota per la fruibilità da parte di un numero potenzialmente indeterminato di soggetti. Essi dovrebbero di conseguenza risultare utenti, anche abituali, ma non assegnatari. In presenza di utenti assegnatari il Park Vittoria al più potrebbe essere considerato come opera privata di pubblica utilità.
I bilanci, da soli, non consentiranno mai di rispondere per il risarcimento di probabili danni arrecati ai confinati, proprietari e abitanti, al Park Vittoria. Quindi risponderanno gli Amministratori!
Non si realizzano opere sotterranee assolutamente impermeabili e non si governano i percorsi delle vene d'acqua sotterranee, con la conseguenza che l'area perimetrale destinata al Park Vittoria, ora asciutta e salubre, potrà diventare umida e alterare lo stato degli immobili non solo adiacenti la piazza. La piazza è a un livello più alto di tutto il suo perimetro. Molti trevigiani dovrebbero considerarlo prima di trovarsi l'acqua.
