Giovani, famiglie, anziani.
Giovani, famiglie, anziani per il miglior quotidiano possibile, non aspettano che piova dall'alto.
Si tratta di prendere in seria considerazione che per una migliore esistenza quotidiana di ciascuno occorre occupare ogni possibile carica elettiva e dipendente da nomine politiche. A queste cariche serve impiegare i giovani trevigiani offrendo loro un'esperienza unica, nella migliore stagione della vita. Acquisiranno lecite aspirazioni per il loro futuro e non mirando alla carriera politica, appena possibile lascieranno la posizione ai più giovani, perché l'esperienza deve essere intesa anche servizio civico, usufruibile a quanti più si rendono disponibili. Beninteso retribuiti al pari di qualunque incarico pubblico oggi ricoperto.
Queste cariche retribuite sono di Gentilini, di Gobbo & C. della Lega Nord e non solo, ne esistono di quelle che risalgono a prima della stagione della Lega Nord, come De Poli, o sono di Atalmi, di Rosi e altri ancora e, tutti, hanno fatto il loro tempo e meritano di essere democraticamente lasciati a casa. Nessuno escluso, perché un'esperienza amministrativa pubblica di provenienza elettiva non deve durare nel tempo, per tante opportune considerazioni, non escluse le clientele che ci sono di tante sorte diverse. E non esclusi i comportamenti da indispensabili e di depositari di conoscenze, o vocati ad un ruolo. Quelli che avranno meglio meritato si occuperanno comunque nelle attività di tutti e, se si presenterà l'esigenza, saranno riconsiderati per nuovi incarichi pubblici, più prestigiosi e remunerativi. Ma che non si realizzi mai la continuità o la specializzazione nell'impegno pubblico, tipo Casini, D'Alema, Fini e una lunga fila di soliti. Occorre meritare un giudizio di eccellenza anche nel consueto impegno privato.
Per reincarichi occorre dimostrare duplice capacità, quella di occuparsi delle propria attività e contemporaneamente quella di impegnarsi, necessariamente nel breve periodo, in funzioni pubbliche. Un eccellente dare ulteriore per ricavare di più per se stessi e per il Paese. Concepire quindi l'ulteriore incarico pubblico anche come opportunità per riprendere l'occupazione privata da una posizione di maggiore vantaggio. Quell'occupazione personale che probabilmente caratterizza in esclusiva la stagione di mezzo, tra i 40 e i 70 anni.
Il rinnovamento deve riguardare anche l'occupazione nelle rappresentanze sindacali e, in generale, ovunque oggi si tende ad essere in carica da sempre. Nelle cariche si deve dare e dare con molto impegno e non si può pensare che l'impegno richiesto dal dare abbia una lunga durata. Esso verrebbe meno agli impegni e non costituirebbe neppure un'utile esperienza personale. Occorre il costante rinnovo e, se la vocazione fosse di qualità occorre una lunga pausa e un'incarico superiore, neppure esso di lunga durata.
Impegni e prestazioni da vigorie giovani. Si obietterà che nel giovane può mancare l'esperienza e in parte ciò avrà il suo peso perché i primi rincalzi costituiti da giovani troveranno i danni ereditati dai predecessori e provocati dagli apparati che faranno resistenza. Vero al punto da auspicare che queste realtà si archiviano il più celermente possibile nelle consuetudine dell'ieri. Un buon amministratore innanzi tutto organizza la propria attività come se il suo impegno possa cessare oggi ed essere continuato domani da un successore, senza che l'organizzazione subisca conseguenze dal cambio. Ritengo questa un'ottima regola di buona amministrazione, per cui il giovane deve potersi inserire in ogni incarico e trovare, con il normale impegno, un'organizzazione già funzionante, da apprendere e, possibilmente migliorare. Quindi non sono i giovani impediti dalla mancanza di esperienza, caso mai sono i predecessori che non hanno operato al meglio dell'investimento che sarebbe stato loro cura sviluppare. Quindi occorre comunque incaricare i giovani perché apportino l'energia della loro stagione.
E con quali programmi rispetto a quelli della maggioranza e della minoranza di oggi? La politica che si esprime nell'amministrazione del Comune di Treviso, come in qualsiasi altro Comune della Marca, o entre pubblico, intesa come sana amministrazione della cosa pubblica, non richiede speciali esigenze. Intanto è retta dall'ammontare delle entrate che, con buona e onesta amministrazione devono bastare per i compiti istituzionali dell'Ente e non devono aumentare con ulteriori aggravi per i cittadini. Stabilite le disponibilità si gestiscono le uscite che, innanzi tutto e con parsimonia, devono soddisfare le necessità istituzionali, quasi mai potendo riguardare altre poste se non istituzionalmente previste. Come ovunque vale l'acquistare meglio per rendere di più. E si acquista anche la qualità del lavoro resa dagli occupati pubblici, per cui è inevitabile ottenere il massimo, nei soli limiti della normalità.
Nell'ambito dei compiti istituzionali dell'Ente può rientrare la realizzazione di una struttura o opera per questa o quella esigenza e/o categoria di cittadini? Studiati a fondo i compiti istituzionali, se la spesa riguarda questi compiti, essa può essere progettata e realizzata. Superfluo aggiungere che il contrario non è istituzionalmente ammesso. Come superfluo è precisare che occorre possedere delle graduatorie perché le uscite restino comprese nelle entrate. Non ci sarebbe, anzi non c'è altro; se non valutare come produrre maggiori entrate per la resa dal territorio, meglio proposto ad ogni possibile utenza.
Chi candidare? Ci si frequenta e ci si individua, ci si valuta e ci si compara, quindi si viene candidati dal proprio gruppo, e salendo tra candidati dei gruppi, fino al numero che costituisce un'unica lista, con il suo capolista. Poi si ricorre al bacino di voti che è costituito dalla propria famiglia e dai propri anziani.
La spesa di una campagna elettorale che non va avviata sotto elezioni, ma con congruo anticipo, si riduce a qualche fotocopia, o santino, perché ciò che deve essere costruito a formare opinione va gestito nel contatto diretto fra frequentatori e famiglia.
E si rinnova in ogni settore l'intero Consiglio Comunale e l'intero Consiglio Provinciale e da essi ogni altra carica.
Anziani e famiglie convertite ad eleggere i giovani di casa, per meglio amministrare la città di Treviso e la sua Provincia, come ogni altro Comune che la componga. La Regione del Veneto arriverà in un momento successivo. Il Paese arriverà nell'evoluzione dell'iniziativa dei giovani, delle famiglie e degli anziani che hanno rifiutato di aspettare che piova dall'alto.
Da questa sera andando a prendere una pizza o comunque frequentadovi, cominciate a parlarne e a convincervi che la politica è una faccenda che riguarda il vostro quotidiano che sicuramente gradireste migliore e libero dai mangia soldi a tradimento.
Sempre per la famiglia, dai 18 ai 40 anni per se stessi e per il Paese con esperienze politiche, poi fino ai 70 anni per se stessi e, oltre, principalmente per gli anziani. E comunque presenti e attivi come meglio si è portati a occuparsi, senza mai delegare almeno nell'esercizio del controllo sugli eletti. La politica come esercizio che appartiene a tutti, mai ammettendo protagonismi alla Gentilini.
Ma non basta e non è mai finita, in particolare nel produrre informazione di scarsa qualità. Ecco un esempio:
CONSIGLIERI COMUNALI A LEZIONE DI AMMINISTRAZIONE
L'Anci organizza un percorso formativo per tutti i nuovi amministratori, e sono molti, dei nostri Comuni Treviso - Parte una campagna di aggiornamento per gli amministratori comunali, soprattutto per coloro che sono stati eletti per la prima volta nella tornata elettorale dello scorso giugno. L’iniziativa è promossa dall’Anci, l’associazione dei Comuni della Marca trevigiana, che ha invitato alla partecipazione 1.750 consiglieri comunali della provincia. Nelle passate elezioni amministrative vi è stato un elevato ricambio: ben l’80% degli eletti è di prima nomina e il 90% di questi ha meno di 40 anni.
Insomma una ventata di novità, di vitalità, ma anche di inesperienza. Mentre è sempre più difficoltoso districarsi con leggi vecchie e nuove e con tutta una serie di cavilli burocratici. Angelo Pavan, presidente dell’Anci, ha detto di aver pensato a questo corso di formazione, soprattutto sulla base delle esigenze dei nuovi consiglieri comunali, che assumono anche il ruolo di assessori, con precise responsabilità di governo. Da svariate le tematiche che verranno affrontate. Ciascun corso sarà diviso in un primo ciclo di 4 serate distribuite tra dicembre e marzo.
Commento: Quando riferendoci a amministratori comunali di recente nomina si ritiene necessario affermare che si è pensato a un corso per la loro formazione, per districarsi con leggi vecchie e nuove e con tutta una serie di cavilli burocratici, si ammette quanto male si è amministrato fino a oggi. E' mancato un impegno tra i più elementari nel fare sistema: non si è investito per rendere il sistema quanto più semplice e possibile agli occupati e ai successori. Il nuovo amministratore entra in un non sistema dove occorre districarsi, a fatica, tra leggi vecchie e nuove e una serie di cavilli burocratici. In altre parole dalla resistenza dell'apparato che l'elezione non ha rinnovato.
Da ciò l'esigenza di organizzare o partecipare a un corso. Sperpero di denaro pubblico e pulpito per i soliti noti. Inganni per controllare e governare i nuovi eletti, al pari dei cittadini distratti e polli da continuare a spennare.
In nessun settore si cede ad altri l'esperienza a nessun prezzo e in tutti i settori l'esperienza la si acquista in proprio, operando con entusiasmo e prudenza. Anche sbagliando, soprattutto se si opera con precipitazione, ma non necessariamente sbagliando se ci si impegna a voler apprendere per migliorare. Non si va all'Anci per farsi inquadrare nel sistema, ma si affronta l'Anci per valutarne criticamente l'organizzazione che deve risultare essere stata di scarsa efficienza. Inadatta quindi a organizzare corsi di formazione, e bisognosa di ripensare a se stessa. Se l'Arci ha esperienze acquisite che le metta a frutto per la propria organizzazione, magari partecipandola e rendendola strumento di utile e semplice consultazione. Anche per gli amministratori comunali di recente nomina, se non per tutti quelli che intendessero migliorare se stessi e il sistema. Ammettere l'esistenza di cavilli burocratici e considerarsi associazione dei Comuni della Marca trevigiana, significa non avere svolto il proprio ruolo sempre e beninteso con l'uso del denaro pubblico. Chi produce il cavillo burocratico e a chi spetta semplificare l'amministrazione pubblica? Al cittadino che l'ha sulle spese?
Sui giovani e a loro merito:
Scrat, lo scoiattolo trevigiano vola nello spazio.
Giovedì 24 Dicembre 2009. Fonte: Il Gazzettino, edizione di Treviso.
Si chiama Scrat, ma non è lo scoiattolo-star dei film dell’Era Glaciale. Forse una star lo diventerà. Per ora, Scrat è un esperimento di ingegneria aerospaziale: sarà un micropropulsore ad aria. Al momento è "solo" un’idea. Vincente però: perché questo progetto, firmato da sei studenti e un dottorando dell'università di Padova, avrà un posto sul pallone stratosferico "Bexus".
Un mezzo di eccezione, finanziato dall'agenzia spaziale europea e da quella svedese. Che hanno selezionato le idee più meritevoli degli studenti di tutta Europa.
Non è stata una passeggiata. E il team dell'ateneo è riuscito a imporsi. Insieme a un progetto "gemello", che troverà spazio sul missile "Rexus".
Data del lancio: ottobre 2010. Gli studenti hanno giusto il tempo per realizzarlo: "Puntiamo a un prodotto economico e compatto. Poi, grazie al pallone Bexus, potremo testarne l’efficacia", spiega il capo-progetto, Marco Chiaradia. È trevigiano. Ha ventidue anni. E l’età dei suoi colleghi non è molto diversa. "I finanziamenti ci sono -spiega Chiaradia- ma siamo alla ricerca di altri sponsor per poter andare tutti in Svezia a seguire il progetto".
Marco Chiaradia su Linkedin e su Facebook.
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Il blog parkvittoria per i Revisori, i Sindaci, gli Amministratori e i Funzionari, e per gli elettori Lega Nord dipendenti.
La nostra colpa
Abbiamo delegato e, riabituarci al controllo, probabilmente dovrà comportare altri prezzi da pagare.
Hanno scritto
I PARTITI TREMANO
Il 30 Settembre 2009 la coalizione Lega-PDL boccia la possibilità che i cittadini di Treviso presentino in Consiglio Comunale delle proposte. La raccolta firme e la presentazione di una richiesta ai propri amministratori dovrebbe essere un diritto di tutti i cittadini.
Ogni forma di democrazia diretta spaventa i partiti, loro sono abituati a decidere per la nostra vita in piena autonomia e senza la nostra interferenza. I politici sono nostri dipendenti. I cittadini sono i datori di lavoro, eppure non possono decidere, non vengono ascoltati. Associazioni, comitati, gruppi di protesta, sono tutti dei fastidi per chi governa.
A Roma bastano 5000 firme per portare una richiesta in Consiglio Comunale, a Vicenza 500. Treviso ha 80.000 abitanti, in proporzione ne dovrebbero bastare 300/400, invece si propone che le firme siano oltre 2000. Bocciare la proposta potrebbe essere sconveniente quindi si tenta di modificarla per renderla inefficace.
I partiti politici hanno le ore contate, sono strutture auto-referenziate sorde e cieche verso i bisogni dei cittadini. Il conto arriverà, pagheranno il prezzo di questa indifferenza, forse non domani, forse non quest'anno, ma il loro destino è segnato. I cittadini si stanno organizzando, nascono movimenti, gruppi spontanei. La gente comincia ad informarsi, sempre meno televisione e giornali e sempre più internet.
Le notizie corrono, si leggono nei blog, arrivano via mail, si cercano nei social forum. I politici attuali puntano ancora sulla carta stampata, l'intervista al telegiornale della sera. Non hanno capito nulla, vivono in un mondo tutto loro, fatto di copertine patinate, interviste, sorrisi. Non si sono accorti che gli italiani il sorriso non ce l'hanno più, non si sono accorti che il vaso è troppo pieno, sono troppo abituati a stare solo tra loro, a vedere il mondo tutti dalla stessa finestra. Tra non molto, un cittadino come me, un piccolo consigliere comunale, potrebbe presentare loro il conto finale.
DAVID BORRELLI
CONSIGLIERE COMUNALE DEI GRILLITREVISO
BLOG: http://www.grillitv.it/
Giovani
Sostenere che i giovani mancano di esperienza significa essere avanti negli anni e dimenticare le personali attese dei propri anni giovani.
Ecco allora che qualcuno che giovane ormai lo è stato, si preoccupa della questione della mancanza di esperienza e si autoqualifica dotato della capacità di trasmettere l'esperienza.
Non si tratta di un'esperienza che l'anziano ha acquisita per sé altrimenti non si impegnerebbe a volerla cedere ad altri. Fatto un semplice esame, dovrebbe rendersi conto che non ha nulla da cedere e che egli, nella migliore delle ipotesi, è passato per fatti dai quali in qualche modo ne è venuto fuori alla meno peggio.
L'anziano che ritiene di dire la sua ai giovani, e non si limiti unicamente a sollecitarli a prendere più coscienza della loro stagione di vigore, quasi sicuramente ha alle spalle proprie esperienze che sarebbe molto bene per il futuro che nessuno ripercorresse.
Saremo in ogni stagione della vita, come in ogni evenienza, tutti e indistintamente bisognosi di trovare le più immediate soluzioni. Di diverso tra il giovane e l'adulto, come tra un'età e la successiva, in realtà ci sono risorse diverse, in parte fisiche, e in parte di bagaglio culturale, accumulato non solo con lo studio, ma soprattutto con l'aver già vissuto altri eventi.
Disponiamo di strumenti sempre più nuovi, non così immediati da usare al meglio, causa la limitazione del tempo e l'esigenza del resto e quotidiano.
Relativamente al fare esperienza, progrediamo sicuramente più spediti, ma forse con rischi maggiori e nelle stesse condizioni umane di coloro che ci hanno preceduto.
Significa che il giovane rispetto al farsi esperienza si trova nelle stesse condizioni in cui si sono trovati tutti quelli che l'hanno preceduto.
Bravi questi avanti negli anni se sapranno agevolare i giovani, senza preparare per loro nulla diverso dall'esigenza del vivere meglio a qualsiasi età.
Se ciascuno presta attenzione al proprio stato consente al più giovane di svilupparsi con il vantaggio della rinnovata energia.
