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Giampaolo Gobbo e Leonardo Muraro.


Il sindaco Gobbo, pur guadagnando qualche punto percentuale, è al 51° posto. Notizia da Oggi Treviso del 13 gennaio 2009.

Il sindaco Giampaolo Gobbo e il presidente della Provincia, Leonardo Muraro, perdono popolarità e forse consenso. Gobbo si piazza all’80° posto e Muraro al 79°. Questo secondo l’indagine <governance poll>, una sorta di pagella degli amministratori locali stilata dal Sole 24 ore con Ipr marketing.

Gobbo risulta 80° in classifica, al 51% del consenso; Muraro al 79° posto con il 50% secco. Gobbo, comunque in pochi mesi guadagna uno 0,6 di consenso, balzando al 51%. Al primo posto della classifica uno dei pupilli di Gobbo, ovvero il sindaco scaligero Flavio Tosi, seguono a ruota il sindaco di Torino Sergio Chiamparino e il reggino Giuseppe Scopelliti. Questi tre politici guidano la graduatoria con il 75% della popolarità.

Muraro è piuttosto indietro in una classifica che è guidata da presidenti di provincia siciliani e calabresi. Il Veneto si piazza al terzo posto per quanto riguarda il presidente di regione.

Fino a qui la notizia da Oggi Treviso. Sostengo, e lo auguro agli interessati, che tanto Gobbo quanto Muraro hanno davanti a sé ancora una lunga carriera politica e che queste "classifiche" a così grande respiro da riguardare tutta l'Italia, devono avere un'attendibilità modesta. Mi fa comodo pensarla in questo modo per spontaneo senso di "campanilismo" che include tutti i politici locali, "gente nostra". I due hanno qui tra noi consenso quanto basta. E di più potrebbero procurarsene se sapessero e volessere dimostrare che il trevigiano è ben presente nei loro progetti di personale carriera politica. Da loro e dalle loro rispettive Giunte sarebbe attesissimo un fatto nuovo per gli stili che siamo abituati ad osservare nei politici in generale. La comunicazione con gli elettori nei momenti che serve, senza investire denaro pubblico in iniziative editoriali, sotto elezioni, quando ai trevigiani non solo la comunicazione non serve, ma la giudicano per quello che è: indecente sperpero di denaro dei contribuenti finalizzato ad interessi privati.

Senza sperperi di denaro "nostro" dichiarino congiuntamente il tipo di opera che verrà realizzata a Treviso in Project financing denominata "Park Vittoria", e quale sarà la sua permanente destinazione futura, escludendo l'esistenza di progetto di cambio di destinazione d'uso dell'adiacente Istituto Tecnico Jacopo Riccati, per la quale il "Park Vittoria" diventasse, in tutto o in parte, pertinenza di un progetto di Hotel o simile. E ancora informino i trevigiani su cosa realmente consiste l'opera definita "strategica" nelle dichiarazioni pubbliche attribuite dalla stampa locale al sindaco Gobbo. Spieghino l'attualità di quest'opera tra cinque o dieci anni, quando non si fosse rivelata già prima un "cratere" in centro città e quindi illustrino le loro "sicurezze" nei confronti delle falde acquifere che scorrono sotto la piazza. Offrano garanzie reali personali e delle amministrazioni, verso la città che finirà comunque per pagare il prezzo, senza sconti.

Cosa impedisce a questi due politici locali informare che il "Park Vittoria" è un'opera pubblica anche se l'affidamento in locazione pluriennale di tutto o parte dell'area interrata di parcheggio a privati assegnatari di box avrebbe analogia con gli alloggi di edilizia residenziale pubblica non suscettibili di godimento contemporaneo e collettivo, ma solo di godimento individuale sulla base dell'assegnazione del singolo box. L'opera è considerata pubblica in senso stretto se si connota per la fruibilità da parte di un numero potenzialmente indeterminato di soggetti. Essi dovrebbero di conseguenza risultare utenti, anche abituali, ma non assegnatari. In presenza di utenti assegnatari il "Park Vittoria" al più potrebbe essere considerato come opera privata di pubblica utilità. Ma lo dichiarino Gobbo e Muraro con le loro Giunte, adesso che l'opera non è ancora stata affrontata.

Se l'opera non potesse essere dichiarata pubblica senza possibilità di smentita futura, cambiano le attese e le sane pretese dei residenti in Piazza della Vittoria e dintorni.

Io mi aspetto di non vivere in casa mia, durante tutto il periodo di "edificazione dell'opera", in sfida con la sorte che la casa stia in piedi o meno, e quindi mi aspetto un trasferimento a spese di chi competerà e non sicuramente mie, in tranquillità e sicurezza, per tutto il tempo che sarà richiesto dalla realizzazione dell'opera, e pretendo una soluzione abitativa di dignità pari all'attuale.

In più pretendo per me e per chi mi succederà di godere sempre della mia casa come sta in piedi dal finire del 1300. Nelle stesse condizioni di salubrità nonostante l'onta del traffico di oggi, mantenendo identica architettura e volume, perché a me piace e un'iniziativa non pubblica che si accomodasse ai confini di casa mia deve garantirlo, di più che si trattasse di un'opera pubblica.

L'equilibrio pluricentenario di casa mia non può andare d'accordo con "soluzioni" di ancoraggio delle strutture del "Park Vittoria" che si pensasse di realizzare a ridosso, o sotto, la superficie occupata da casa mia dal finire del 1300. Ma se così non potesse essere, occorre comunque che casa e sua salubrità e stabilità siano garantite da adesso da Giampaolo Gobbo e Leonardo Muraro, le loro Giunte, le casse e i beni del Comune e della Provincia. Ciò garantito, per me e per tutti gli altri come me, chi sono io o cosa è casa mia per costituire ostacolo per l'opera definita "strategica"?

Quando Giampaolo Gobbo e Leonardo Muraro sono certi che l'opera "Park Vittoria" è "strategica" come la stampa locale fa dichiarare al sindaco Gobbo, cosa costa o cosa impedisce di dichiararlo in una delibera di ciascun Ente interessato, quale proprietario della piazza o dell'Istituto Riccati? Chi è sicuro procede e si assume le responsabilità anche personali, altrimenti provvede diversamente e, soprattutto, libera me ed altri residenti dall'idea di questo progetto che io giudico inopportuno, strampalato, fuori tempo per le esigenze di traffico di oggi e prevedibili per domani. E lo ribadisco oggi 13 gennaio 2009 provvedendo a comunicarlo opportunamente tanto a Giampaolo Gobbo quanto a Leonardo Muraro.

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Richiesta

pubblica al Presidente della Provincia di Treviso e al Sindaco del Comune di Treviso, ai due Consigli Provinciale e Comunale, di assunzione di delibera e di rilascio di dichiarazione riguardante il tipo di opera che verrà realizzata in Project financing denominata "Park Vittoria", alla sua permanente destinazione futura, con specifica esclusione di progetto di cambio di destinazione d'uso dell'adiacente Istituto Tecnico Jacopo Riccati, per la quale nuova destinazione d'uso il "Park Vittoria" diventasse, in tutto o in parte, pertinenza di un progetto di Hotel o simile. Individuazione precisa del tipo di opera definita "strategica" nelle dichiarazioni pubbliche del Sindaco Gobbo.

Molti Amministratori pubblici, in caso di danni provocati dalla realizzazione del "Park Vittoria", dovranno rispondere anche personalmente, in solido e illimitatamente, anche se loro fanno affidamento sulle polizze pagate con il pubblico denaro.

L'affidamento in locazione pluriennale di tutto o parte dell'area interrata di parcheggio a privati assegnatari di box avrebbe analogia con gli alloggi di edilizia residenziale pubblica non suscettibili di godimento contemporaneo e collettivo, ma solo di godimento individuale sulla base dell'assegnazione del singolo box. L'opera è considerata pubblica in senso stretto se si connota per la fruibilità da parte di un numero potenzialmente indeterminato di soggetti. Essi dovrebbero di conseguenza risultare utenti, anche abituali, ma non assegnatari. In presenza di utenti assegnatari il "Park Vittoria" al più potrebbe essere considerato come opera privata di pubblica utilità.

I bilanci, da soli, non consentiranno mai di rispondere per il risarcimento di probabili danni arrecati ai confinati, proprietari e abitanti, al "Park Vittoria". Quindi risponderanno gli Amministratori!

Non si realizzano opere sotterranee assolutamente impermeabili e non si governano i percorsi delle vene d'acqua sotterranee, con la conseguenza che l'area perimetrale destinata al "Park Vittoria", ora asciutta e salubre, potrà diventare umida e alterare lo stato degli immobili non solo adiacenti la piazza. La piazza è a un livello più alto di tutto il suo perimetro. Molti trevigiani dovrebbero considerarlo prima di trovarsi l'acqua.