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Spero che il sindaco Gobbo voglia disfarsi del fastidio del progetto di park interrato di tre piani in Piazza della Vittoria a Treviso e che per il bene della città il suo vice sindaco decida che le esigenze del traffico vanno risolte con soluzioni meno invasive e più adeguate alla salvaguardia della salute dei trevigiani. Spero che i commercianti della città di Treviso, sugli esempi che sorgono nei pressi, come a Noventa, ma molto meglio di queste novità forzate, si rendano conto che le botteghe in città (con recupero di quelle che ormai sono state definitivamente chiuse), considerino il gioiello urbanistico dove operano, per ridare vita oltre alla città, all'afflusso nelle loro botteghe, che paiono veramente poco frequentate, senza continuare a concepire l'afflusso alle botteghe con criteri superati e abbandonati, per esempio, proprio dall'outlet di Noventa. Dotate le vostre associazioni di nuove idee (e rappresentanti) e uscite dal declino che ormai vi caratterizza con proposte sempre più povere e piatte. Treviso può ritornare ad attrarre persone acquirenti grazie alla metropolitana di superficie e comunque grazie ad un'offerta di città pedonalizzata e valorizzata proprio dal rivivere a misura d'uomo, soddisfando il ritrovare merci e servizi, il ristoro sano ed economico, magari tradizionale, senza traffico privato, Ombralonga, chiassi di manifestazioni d'ogni genere, soste serali e notturne per avvinazzati e drogati, tutte forzature per questa realtà ricca di scorci, di silenzi, di gioia di vivere e godere e di paci notturne per riposare.
Si riprenda Gentilini, non si faccia ricordare per il "cratere di Piazza Vittoria" che si è intestardito di correre il serio richio di provocare, renda la piazza un polmone di verde, la riservi ai bambini, e offra le sue capacità a spronare una classe di "bottegai decadenti", facendoli camminare a piedi, per la migliore salute di tutti e, perfino dei loro portafogli. Con la sua Ombralonga imbratta la città quanto basta ma per un giorno all'anno, quando la città ha le caratteristiche per essere un originale e unico mercato, nonchè meta di relax, per 365 giorni l'anno.
Sprema le meningi Gentilini. Il centro città, la "bottega" originale per il Triveneto e per l'Antonio Canova ha bisogno di una Treviso Servizi che lasci riposare almeno fino alle 7 del mattino i residenti e gli ospiti, che si potrebbero incrementare di molto, e di centri di smistamento merci, o piccoli autoparchi decentralizzati, per ricevere gli autocarri con le merci e lì trasferirle in veicoli elettrici che provvedano alla distribuzione in città o a tenere i "banchi" ai mercati all'aperto. Occorre precorrere i tempi e fare offerte innovative per rendere Treviso l'offerta come non altre introno. Solo un Gentilini può farsene promotore se non si distrae con il park interrato, ovunque pensi di collocarlo. Il centro va ripopolato di persone e non di automezzi. Anche di ospiti paganti, o di necessari occupati nei servizi e nei mestieri. Pensi ad una Treviso "Gardaland" non per farne un parco divertimenti ma un quasi identico polo di attrazione per proposte uniche, trevisane, appunto. Magari orientate alle persone che non sono più in età di lavoro, che nei dintorni potrebbero godere di soluzioni di soggiorno adatte, e in centro godere di svaghi unici, per ristoro, relax o acquisti. O a vacanze nonni e nipoti con le necessarie assistenze. Sarebbero commercio e tante occasioni di lavoro. Ma sarebbe anche collaborazione con tutte le strutture ricettive della provincia.
Pensi ai Teatri, Gentilini, che già la città offre, ma che sono privi di proposte o di spettatori, quando questi potrebbero essere procurati, anche durante la settimana, con costi più accessibili per il maggior numero di recite, con proposte ricettive che non obbligassero a rientri notturni a tarda ora e che non comportassero assalti in città con autoveicoli di ogni sorta, parcheggiati per la maggior parte in divieto. Pensi a far usufruire di presentazioni non solo serali, magari riservate agli studenti o agli anziani, e non si limiti a quelli di Treviso o immediati dintorni. E avanti, sempre senza portare l'automobile in città ma riconsiderando anche la proposta turistica in chiave nuova. Così includendo il Santa Caterina e altre strutture, come l'Università che Treviso offre anche per suo precedente interessamento, e per la sensibilità di De Poli.
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Blog
Il blog parkvittoria per i Revisori, i Sindaci, gli Amministratori e i Funzionari, e per gli elettori Lega Nord dipendenti.
Svolta
Ai cittadini italiani quindi dico: "controllateci, incalzateci, fateci sentire il vostro fiato sul collo!" Renato Brunetta, Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione.
Richiesta
pubblica al Presidente della Provincia di Treviso e al Sindaco del Comune di Treviso, ai due Consigli Provinciale e Comunale, di assunzione di delibera e di rilascio di dichiarazione riguardante il tipo di opera che verrà realizzata in Project financing denominata "Park Vittoria", alla sua permanente destinazione futura, con specifica esclusione di progetto di cambio di destinazione d'uso dell'adiacente Istituto Tecnico Jacopo Riccati, per la quale nuova destinazione d'uso il Park Vittoria diventasse, in tutto o in parte, pertinenza di un progetto di Hotel o simile. Individuazione precisa del tipo di opera definita "strategica" nelle dichiarazioni pubbliche del Sindaco Gobbo.
Molti Amministratori pubblici, in caso di danni provocati dalla realizzazione del Park Vittoria, dovranno rispondere anche personalmente, in solido e illimitatamente, anche se loro fanno affidamento sulle polizze pagate con il pubblico denaro.
L'affidamento in locazione pluriennale di tutto o parte dell'area interrata di parcheggio a privati assegnatari di box avrebbe analogia con gli alloggi di edilizia residenziale pubblica non suscettibili di godimento contemporaneo e collettivo, ma solo di godimento individuale sulla base dell'assegnazione del singolo box. L'opera è considerata pubblica in senso stretto se si connota per la fruibilità da parte di un numero potenzialmente indeterminato di soggetti. Essi dovrebbero di conseguenza risultare utenti, anche abituali, ma non assegnatari. In presenza di utenti assegnatari il Park Vittoria al più potrebbe essere considerato come opera privata di pubblica utilità.
I bilanci, da soli, non consentiranno mai di rispondere per il risarcimento di probabili danni arrecati ai confinati, proprietari e abitanti, al Park Vittoria. Quindi risponderanno gli Amministratori!
Non si realizzano opere sotterranee assolutamente impermeabili e non si governano i percorsi delle vene d'acqua sotterranee, con la conseguenza che l'area perimetrale destinata al Park Vittoria, ora asciutta e salubre, potrà diventare umida e alterare lo stato degli immobili non solo adiacenti la piazza.
