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Sopravvenienze a Treviso


Per il 12 marzo 2009 a Treviso si prospetta una mini secessione dell'Aventino, quando il caso Park Vittoria merita altri approfondimenti. Ma non basta. Nei media di oggi 11 marzo 2009, ecco presentarsi il caso De Poli - Gentilini.

I titoli de "Il Treviso" anticipano miserie:

Accesso al sito de Il Treviso

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Scrive Massimiliano Crosato de Il Treviso: "Mai fare il passo più lungo della gamba. Queste cose poi si pagano. Inutile ora lamentarsi" e le affermazioni sono attribuite a Gentilini. Le trovo appropriate se penso al Park Vittoria e alla volontà, attribuita allo stesso Gentilini, di volere questo buco nell'acqua.

Continua l'articolista: "Nessuna pietà per la Fondazione Cassamarca costretta a tagliare, né - soprattutto - per il suo presidente Dino De Poli da parte di Giancarlo Gentilini." che avrebbe dichiarato: "È ora che De Poli vada a casa e lasci spazio a delle nuove leve. C'è bisogno di gente nuova con nuovi progetti per la città. Le sua manie di grandezza non pagano e quanto sta accadendo alla Fondazione, è la dimostrazione che quando si fa il passo più lungo della gamba... è inutile poi lamentarsi di dover chiudere la stalla quando poi i buoi sono già tutti bell'e scappati.". E insisterebbe con "dei soldi che non sono di De Poli, ma sono di tutti i trevigiani che hanno sempre creduto nella loro Cassa di Risparmio della Marca Trevigiana" . . . "Mentre lui - continuerebbe Gentilini - è andato dietro a tutti questi "internazionalismi" finanziari e bancari e questi sono ora i risultati, con Treviso che si ritrova a pagare anche per errori altrui." . . ."Anch'io devo amministrare, ma ho sempre ben presente che le risorse che uso sono di tutti. E non vorrei che questa intenzione di vendere cespiti anche molto importanti del patrimonio della Cassa non si rivoltasse poi, danneggiandoli, contro i cittadini trevigiani che hanno sempre avuto fiducia nella loro banca. Che però una volta era solo e davvero loro" avrebbe continuato Gentilini che conosce molto bene la ex Cassa di Risparmio, avendoci lavorato per una vita proprio a capo dell'ufficio legale. "Mi meraviglio che De Poli non abbia capito prima che la megalomania alla fine ha sempre un prezzo e che è giunto il momento che molli anche lui lo scettro". Un invito - scrive Crosato - che più esplicito non si può quello del vicesindaco a che De Poli dia spontaneamente le dimissioni. Infatti sarebbe questa l'unica soluzione, dal momento che la sua presidenza scadrà soltanto nel dicembre del 2012."

In un trafiletto Il Treviso informa ancora: "Già venduto l'ex distretto ora ex area Secco e Questura. Primo, fare cassa. La Fondazione deve tagliare i budget delle società strumentali e alienare (forse) alcune proprietà immobiliari, che comunque per statuto non potrebbe tenere."

E aggiunge: "Università a parte, ha già venduto il teatro Sociale per 2 milioni di euro ed altri 20 gli arriveranno da Carron per la parte residenziale dell'ex distretto militare. Un'altra decina di milioni dovrebbero arrivare dalla vendita dell'ex area Secco a Frescada e pare sia in procinto di essere venduta anche la futura ex questura. Inoltre, drastica riduzione dei cartelloni teatrali."

Scrivevo giorni fa che bisognerebbe saper scrivere sull'oggi e il domani, con qualche periodo semplice, magari efficace, utile a spiegare Treviso, da un qualche decennio in qua.

Chi si ricorda della Cassa di Risparmio della Marca Trivigiana? Come nacque e che fine ha fatto?

Forse saper rispondere alla fine fatta dalla Cassamarca, potrebbe tornare utile a descrivere il fenomeno Lega Nord a Treviso, che si identifica in Gentilini.

Pare che il Park Vittoria sia un progetto fortemente voluto da Gentilini. E può essere vero, solo che anche appurato questa paternità continuo a non capire perché Treviso debba correre il pericolo di fare un buco nell'acqua. E che buco!

Un buco portato verso la realizzazione magari sulla base di un contratto nullo.

A chi spetta definire se il contratto 15 gennaio 2008 per il Park Vittoria sia, o no, un contratto nullo?

Ai consiglieri della Lega Nord? A quelli, pochi, del PdL? A quelli dell'opposizione? A nessuno perché il contratto non è nullo?

Oggi mi viene da aggiungere: spetta allo stesso Gentilini, già a capo dell'ufficio legale della ex Cassa di Risparmio?

Cosa potrebbe dichiarare il vice sindaco Gentilini sul contratto 15 gennaio 2008? Se il contratto è nullo, secondo Gentilini, la partecipazione della municipalizzata ACTT nella Parcheggio Piazza della Vittoria Srl sarebbe altrettanto nulla?

Proviamo a chiederglielo seguendo le raccomandazioni del Ministro Brunetta, e magari chiediamolo anche a Zampese.



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Il blog parkvittoria per i Revisori, i Sindaci, gli Amministratori e i Funzionari, e per gli elettori Lega Nord dipendenti.

Richiesta

pubblica al Presidente della Provincia di Treviso e al Sindaco del Comune di Treviso, ai due Consigli Provinciale e Comunale, di assunzione di delibera e di rilascio di dichiarazione riguardante il tipo di opera che verrà realizzata in Project financing denominata "Park Vittoria", alla sua permanente destinazione futura, con specifica esclusione di progetto di cambio di destinazione d'uso dell'adiacente Istituto Tecnico Jacopo Riccati, per la quale nuova destinazione d'uso il Park Vittoria diventasse, in tutto o in parte, pertinenza di un progetto di Hotel o simile. Individuazione precisa del tipo di opera definita "strategica" nelle dichiarazioni pubbliche del Sindaco Gobbo.

Molti Amministratori pubblici, in caso di danni provocati dalla realizzazione del Park Vittoria, dovranno rispondere anche personalmente, in solido e illimitatamente, anche se loro fanno affidamento sulle polizze pagate con il pubblico denaro.

L'affidamento in locazione pluriennale di tutto o parte dell'area interrata di parcheggio a privati assegnatari di box avrebbe analogia con gli alloggi di edilizia residenziale pubblica non suscettibili di godimento contemporaneo e collettivo, ma solo di godimento individuale sulla base dell'assegnazione del singolo box. L'opera è considerata pubblica in senso stretto se si connota per la fruibilità da parte di un numero potenzialmente indeterminato di soggetti. Essi dovrebbero di conseguenza risultare utenti, anche abituali, ma non assegnatari. In presenza di utenti assegnatari il Park Vittoria al più potrebbe essere considerato come opera privata di pubblica utilità.

I bilanci, da soli, non consentiranno mai di rispondere per il risarcimento di probabili danni arrecati ai confinati, proprietari e abitanti, al Park Vittoria. Quindi risponderanno gli Amministratori!

Non si realizzano opere sotterranee assolutamente impermeabili e non si governano i percorsi delle vene d'acqua sotterranee, con la conseguenza che l'area perimetrale destinata al Park Vittoria, ora asciutta e salubre, potrà diventare umida e alterare lo stato degli immobili non solo adiacenti la piazza.