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Lega Nord e PdL: far di conto a Treviso.


Scrivevo:

L'attuale parcheggio a raso di Piazza della Vittoria renderebbe 570 mila euro l'anno.

Facciamo assieme il conto, quello che Lega Nord e PdL, alleati a Treviso nel voler realizzare il Park Vittoria, interrato, sembrerebbe che non avessero mai fatto, o non vogliono fare, ma in entrambi i casi non la raccontano giusta ai loro fedeli elettori trevigiani.

Sviluppiamo il conto, premettendo che lo stato di abbandono in cui versa il suolo, tra porfidi posati un tempo a delimitare gli stalli, sovrapposizioni di vernici di diversi colori, non rende neppure facile contare i posti auto, per cui il conto seguente potrebbe rivelare qualche modesta imperfezione, di alcune unità e non di più:

Area della Piazza Vittoria adibita attualmente a parcheggio a raso. Quattro file di posti auto; dal monumento verso Via D'Annunzio: posti 15, 13, 15 e 11, per totali di posti 54.

Stessa Piazza Vittoria, lungo l'asse Via Diaz - Via San Nicolò: Posti auto a fianco della Chiesa di Santo Stefano n. 4; posti riservati ai disabili difronte Banca di Brescia, n. 3; dall'altro lato, verso il monumento, posti n. 5, posti che si inoltrano in Via San Nicolò n. 19, per un totale di posti 31.

Stessa Piazza Vittoria, lato difronte al Riccati, posti auto n. 10 da un lato e n. 6 difronte al monumento, per un totale di posti 16.

Viale Cadorna, verso il monumento: posti a sinistra: 5, 9, 2, 4 e 7 in angolo con Via degli Scaligeri; posti a destra: 5, 7 e 2, per un totale di posti 41.

Perimetro del Palazzo delle Poste, costituito da Via degli Scaligeri, posti 22, Largo De Gaspeti, posti 24, Via Bressa, posti 15 circa, più volte segnati, quindi di difficile definizione, difronte al Palazzo delle Poste, circa 5 posti, con la stessa caratteristica dei precedenti, per un totale di posti 66.

Sommando: 54 + 31 + 16 + 41 + 66 si ottengono 208 posti auto a raso.

Per esigenze di cantiere nella malaugurata ipotesi che Lega Nord e PdL non sappiano rinunciare per tempo a produrre il cratere da erigere a peritura memoria di Gentilini che lo vuole, tutti questi 208 posti auto a raso andranno eliminati, vuoi per lo scavo, vuoi per far transitare il traffico pesante che deve servire il cantiere.

Il contratto 15 gennaio 2008 prevede una durata del cantiere di 720 giorni, ma non sarà vero, seppure non si verificasse il cratere. Anche qui, mesi più o giorni meno, nell'imprecisione di essi, considerandoli tutti lavorativi, fanno: posti auto 208 per giorni 720, per 10 ore di sosta pagabile al giorno, uguale 1.497.600 ore di sosta non più incassate dall'ACTT a Euro 1,60 l'ora, per totali Euro 2.396.160,00

Approssimativo che sia questo calcolo, per me Euro 2.396.160,00 di mancati incassi per soste pagate, vanno a sommarsi al costo dell'interrato che, nella migliore delle ipotesi prevede di realizzare 320 posti interrati.

320 posti interrati su tre piani fanno, arrotondando in eccesso, circa 110 posti per piano.

A interrato messo in funzione, recuperato qualche posto auto a raso, rispetto a quelli eliminati durante l'esecuzione dei lavori, si potrebbe ridurre il numero calcolato in 208 posti eliminati, ma tutto dipende anche da come verrà realizzata l'uscita dall'interrato, ammesso che l'entrata resti realizzata da Viale Cadorna. Oppure che ingresso e uscita siano realizzati da Via Bressa. Presto a dirlo.

Nell'incertezza fermiamoci a fare la differenza tra gli sperati 320 posti auto interrati e gli eliminati 208 a raso. Io ottengo 112 posti auto, e aggiungerei, da pessimista, tutto questo se il terzo piano interrato risulterà praticabile, altrimenti l'opera voluta da Gentilini, nel caso si rivelasse un bis dell'interrato dell'ex frigorifero a Porta Carlo Alberto, non produrrebbe un posto in più di parcheggio da usufruire.

E perché, secondo le certezze di Gentilini, il Park Vittoria dovrebbe risultare un interrato di esito diverso da quello dell'ex frigorifero? E quandanche il terzo piano interrato risultasse asciutto e quindi praticabile, verrà occupato dai 40 posti da concedere in concessione per 90 anni, o questi saranno riservati al primo piano interrato, riducendo in ogni caso di 40 i posti auto usufruibili dal pubblico?

E anche in questa ipotesi quale assicurazione può produrre Gentilini, e dimostrare che gli utenti scenderanno a parcheggiare al terzo piano interrato? Ce lo spiega, Gentilini? E perché non dovrebbe spiegarlo, non con una battuta, ma con dati pseudo seri? Pseudo seri perché escludo che ci sia un tecnico capace di assumere la responsabilità di sottoscrivere tanto che il terzo piano interrato sarà praticabile, restando il park ex fringorifero un episodio di incapacità a costruire un interrato praticabile al terzo piano interrato, ovviamente a Treviso, e non a Bolzano o altrove, tanto a certificare che, nell'ipotesi che il terzo piano interrato risultasse praticabile, esso verrà usufruito con disinvoltura e costanza dagli utenti, rasserenati dagli impianti di videosorveglianza, atti a scongiurare incontri indesiderati.

Forza Avv. Gentilini, produca una perizia di questa portata.

E non basterà neppure questa, perché se l'impatto dell'interrato, fosse vero, che subito o tosto provoca fessurazioni a centinaia di metri di distanza - Gentilini ha in Comune valide certificazioni già acquisite che dimostrano il contrario e quindi vorrà produrle - dove arriveranno ad infiltrarsi il Sile ed il Siletto?

Il Sile ed il Siletto?

Perché no il Sile ed il Siletto e la fossa esterna lungo Viale Trento e Trieste o ciò che resta del Cantarane?

Se fessurazioni saranno, l'acqua le invade almeno al suo livello di campagna, che rispetto alla campagna "terra ferma" quanto più basso sarà? Di un metro, o un metro e mezzo?

Nel 1963 in Piazza della Vittoria al numero 15, nel garage di casa mia, si interrò la cisterna della nafta, costruita posandola in cemento armato, e forse ad un metro sotto il piano campagna si combattè con l'acqua. Guarda caso, casa mia, si trova nel punto più alto della piazza, perché da casa mia si scende ovunque ci si diriga, verso Corso del Popolo, verso il Siletto, verso Via Pascoli e Via D'Annunzio, verso Via San Nicolò e verso il Sile, per Viale Cadorna, Via degli Scaligeri e Via Bressa.

Quando nel secondo dopoguerra si costruirono i palazzi di Via Pascoli, che non hanno interrati, il problema fu getare le fondamenta e si dovettero conficcare pali come a Venezia. Gentilini e i suoi tecnici, intendo quelli che probabilmente non ha mai interpellati, cosa dicono al riguardo?

Gentilini pensa che la mia sia una paginetta di sfogo o di esercizio di scrittura? E si sbaglia, perché questa pagina - per diletto suo e dei suoi Consiglieri in Consiglio Comunale, intendo quelli che sono esercitati ad alzare la mano, approvando qualsiasi delibera e mai esprimento un pensiero maturato nella propria testa - si trasformerà presto in un quesito di cittadino che, per le nuove norme sulla trasparenza, porrò a ciascun Consigliere, nella forma opportuna. L'importante è scrivere le proprie convinzioni che, necessariamente, non devono risultare anche ragioni, ma che spetta a Gentilini e a tutti i suoi della Lega Nord e del PdL, dimostrare, come preoccupazioni infondate ora, e sopravvenienze impossibili anche in futuro. Le norme sulla trasparenza, rispetto a poco tempo fa, impongono a Gentilini, e a ciascuno dei suoi, innanzi tutto capire che, guarda caso, in Consiglio Comunale, come in Giunta Comunale, come nelle Commissioni, non ce la si può cavare, semplicemente alzando la manina.

Discorso valido per Gentilini, e compagni, come per ciascu dirigente e funzionario, e perfino impiegato in Comune di Treviso, iniziando dall'estensore del contratto nullo del 15 gennaio 2008, dott. Otello Paraluppi.

Contenti la maggioranza dei trevigiani, vorrò vedere se puntando il compasso al centro di quello che dovrebbe diventare il Park Vittoria, vorranno considerare se casa loro si troverà entro 100, 200, 300 metri, avendo qualcuno scritto di una personale esperienza professionale che per interrato molto meno invasivo, arrivò ad interessare un raggio di 600 metri!



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Ai cittadini italiani quindi dico: "controllateci, incalzateci, fateci sentire il vostro fiato sul collo!" Renato Brunetta, Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione.

Richiesta

pubblica al Presidente della Provincia di Treviso e al Sindaco del Comune di Treviso, ai due Consigli Provinciale e Comunale, di assunzione di delibera e di rilascio di dichiarazione riguardante il tipo di opera che verrà realizzata in Project financing denominata "Park Vittoria", alla sua permanente destinazione futura, con specifica esclusione di progetto di cambio di destinazione d'uso dell'adiacente Istituto Tecnico Jacopo Riccati, per la quale nuova destinazione d'uso il Park Vittoria diventasse, in tutto o in parte, pertinenza di un progetto di Hotel o simile. Individuazione precisa del tipo di opera definita "strategica" nelle dichiarazioni pubbliche del Sindaco Gobbo.

Molti Amministratori pubblici, in caso di danni provocati dalla realizzazione del Park Vittoria, dovranno rispondere anche personalmente, in solido e illimitatamente, anche se loro fanno affidamento sulle polizze pagate con il pubblico denaro.

L'affidamento in locazione pluriennale di tutto o parte dell'area interrata di parcheggio a privati assegnatari di box avrebbe analogia con gli alloggi di edilizia residenziale pubblica non suscettibili di godimento contemporaneo e collettivo, ma solo di godimento individuale sulla base dell'assegnazione del singolo box. L'opera è considerata pubblica in senso stretto se si connota per la fruibilità da parte di un numero potenzialmente indeterminato di soggetti. Essi dovrebbero di conseguenza risultare utenti, anche abituali, ma non assegnatari. In presenza di utenti assegnatari il Park Vittoria al più potrebbe essere considerato come opera privata di pubblica utilità.

I bilanci, da soli, non consentiranno mai di rispondere per il risarcimento di probabili danni arrecati ai confinati, proprietari e abitanti, al Park Vittoria. Quindi risponderanno gli Amministratori!

Non si realizzano opere sotterranee assolutamente impermeabili e non si governano i percorsi delle vene d'acqua sotterranee, con la conseguenza che l'area perimetrale destinata al Park Vittoria, ora asciutta e salubre, potrà diventare umida e alterare lo stato degli immobili non solo adiacenti la piazza.