Dalla Lega Nord a Treviso.
Come la Lega Nord l'ha fatta e raccontata in questi ultimi sette anni, dal 2002.
Da Il Gazzettino del 15 ottobre 2002, leggevo la seguente dichiarazione attribuita all'Assessore ai Lavori Pubblici, Franco Favaro, che difendeva la scelta del parcheggio interrato in Piazza della Vittoria: "Perché le abitudini dei cittadini vanno modificate sì, ma per gradi. Chi ha sempre cercato di parcheggiare l'auto davanti al negozio non può essere fermato improvvisamente a un chilometro dalla città."
Scusatemi se non ho capito cosa si è fatto in questi sette anni dalla Lega Nord nell'amministrare Treviso. E scusatemi se non ho ugualmente capito cosa hanno fatto, sempre in questi ultimi sette anni, tutte le altre presenze politiche in Consiglio Comunale, o uscite da esso, o vogliose di entrarci.
Il successo della Lega Nord tra gli elettori trevigiani, e di conseguenza l'evidente insuccesso degli altri partiti, poiché non deve essere riferito ai soli ultimi sette anni, essendoci stati due mandati a sindaco per Gentilini e, Gobbo che lo ha seguito è nel suo secondo mandato, deve avere una solida motivazione, aldilà delle fin troppo facili battute sui trevigiani e le loro scelte elettorali. La Lega Nord, o meglio il suo interprete locale più votato, Gentilini, "fanno" anche se forzando quanto loro è permesso di "forzare"; tutti gli altri "ascoltano il suono della propria voce" e non vanno oltre a questo esercizio.
Le personalità di Gentilini e di Gobbo impongono ai loro l'ubbidiente adesione per palese alzata di mano, e procedono comunque; tutti gli altri, esaurito l'esercizio di ascoltare il suono della propria voce, non hanno dato in questo periodo un solo seguito. Cosa hanno proposto ai trevigiani di alternativo a Gentilini e Gobbo? Io non trovo nulla e nessuno, ed è quasi certo che questo sia stato il giudizio della maggioranza degli elettori di Treviso.
Tra le persone che frequento, non sento uno che elogi Gentilini e quasi tutti lo criticano e perfino se ne vergognano. Molti credo si esprimano in questo senso perché deve fare "tendenza". Tutti hanno a parole una diversa "soluzione" che però non trova un solo riferimento, dove serva, e di conseguenza Gentilini e Gobbo "operano". I "contrari" dissertono.
Intanto in Piazza della Vittoria, che da sette anni in qua rappresenta il mio interesse di trevigiano, l'afflusso di autoveicoli al parcheggio a raso è stabile o in diminuzione. Eccone un aspetto quasi alle ore 9 di un giovedì mattina, quando chi doveva andare a lavorare è già al lavoro. Ottime prospettive di riento per un investimento finalizzato a realizzare un parcheggio interrato di tre piani!
29 ottobre 2009 - ore 08:54 - Afflusso al parcheggio in Piazza della Vittoria a Treviso
E ritornando al tema su come la Lega Nord l'ha fatta e raccontata in questi ultimi sette anni, dal 2002, ho letto di recente che relativamente al Parcheggio si partirebbe da una delibera di Giunta che sarebbe dovuta essere una delibera di Consiglio Comunale. Per approfondire questo aspetto si legga la pagina lincata.
Revisori dei Conti e membri tutti del Consiglio Comunale del Comune di Treviso nel 2002 e anni successivi dove stavano? E dove stanno oggi in relazione a questa "semplice" constatazione di "profilare la possibilità che la delibera di Giunta sia viziata e dunque illegittima in quanto adottata da un organo incompetente"?
La Lega Nord "fa" e io e gli altri, questi investiti di mandato elettorale, scriviamo o parliamo. Differenza non da poco. Bene, bravo a chi ha sollevato questa questione, non da poco, e adesso? Adesso sono trascorsi sette anni e ancora nessuno ha educato, mi viene da ridere, "i cittadini perché modifichino per gradi le loro abitudini. Chi fino a sette anni fa aveva sempre cercato di parcheggiare l'auto davanti al negozio e non poteva essere fermato improvvisamente a un chilometro dalla città, sette anni dopo risulta sempre non educato, sebbene disponga di due parcheggi nuovi, il Dal Negro e il Miani, notoriamente semivuoti."
All'elettore trevigiano la Lega Nord deve fare comodo anche perché oltre a risultare comprensiva sull'esigenza del parcheggio "selvaggio" al quale non ha posto rimedio in sette anni, è ben visibilmente comprensiva sulle "necessità di trasgredire alla grande alle norme sul traffico" tenendo al chiuso i Vigili Urbani e consentendo di tutto. La strada è un caos dal pedone all'autoveicolo pesante. C'è chi "fa" come la Lega Nord che non affronta questa questione, e chi è comunque e sempre assente.
Però nel chiacchierare che fa stare seduti al Palazzo dei Trecento, si argomenta sul piano del traffico e tutti devono dire la loro, quel poco che serve a figurare di aver detto. Poi nessun seguito pratico e la Lega Nord "fa o è perfino costretta a fare".
29 ottobre 2009 - ore 08:54 - Afflusso al parcheggio in Piazza della Vittoria a Treviso
Intanto che la Lega Nord "faceva" e guadagnava la seconda rielezione a sindaco di Gobbo, il candidato di opposizione Rosi in buona compagnia, di Italia Nostra per esempio, portava per argomento della sua campagna che la convenzione 15 gennaio 2008 era da considerare atto nullo.
Tra poco saranno due anni da questo annuncio e cosa si è fatto mentre la Lega Nord "continua a fare" sebbene in forza di una delibera di Giunta 2002 viziata e di una convenzione 15 gennaio 2008 nulla?
Non sta cambiando niente. La Lega Nord "fa" e tutti gli altri al massimo aprono la bocca, ma si guardano bene dal rinunciare alle loro brigatelle sparpagliate e a organizzare l'alternativa alla Lega Nord a Treviso.
29 ottobre 2009 - ore 08:54 - Afflusso al parcheggio in Piazza della Vittoria a Treviso
Intanto la "Parcheggio Piazza della Vittoria S.r.l." avrà ormai ultimato il progetto che, superati gli ultimi passaggi di legge, magari nello stile "del fare che gli oppositori disquisiscono", sarà prossimo a diventare definitivo.
Nel 2002, con buona pace dei Revisori dei Conti di allora e non solo di loro, al progetto furono allegati elaborati economico finanziari, perfino con avallo di un istituto di credito, che avevano un difetto: erano insufficienti a garantire un minimo di aderenza alla realtà per un'opera come quella deliberata nel "vizio".
Così è andata.
Ora però si ripresenta la stessa esigenza prima di poter licenziare il progetto definitivo.
Non scrivo neppure più a chi ora 2009 o 2010 faccia capo la responsabilità di produrre conti che devono giustificare dal punto di vista economico e finanziario il progetto che interessa l'oggetto sociale della "Parcheggio Piazza della Vittoria S.r.l.".
Ci sono decine di persone che nei diversi gradi dello sviluppo dell'elaborato economico e finanziario devono apporre la loro firma.
Devo confidare che tutti i chiamati a firmare assumano responsabilità in libertà e in coscienza.
Hanno un progetto che implica un rientro dell'investimento e la produzione di un reddito nell'arco di due periodi: 30 anni il primo, e successivi 60 anni il secondo. Sarebbe come oggi 2009 fare il consuntivo di un progetto economico e finanziario licenziato nel 1919. Ma licenziato nel 1919 non per godere di una flessibilità che fa parte di un qualunque rischio d'impresa, ma con vincoli legati ad un'opera di cemento armato, finalizzata a parcheggiare autoveicoli (si pensi a quelli che esistevano nel 1919), realizzata sopra una falda acquifera sopra la cui spinta continua deve essere stabilmente collocata, e mantenuta costantemente in efficienza contro la natura che, al suo posto, prima faceva scorrere una falda acquifera e che continuerà comunque a farla scorrere, nessuno prevedendo in quel 1919 dove si sarebbe collocata in questo 2009.
Trasformare tutto questo, o solo questo, senza altre possibili conseguenze, in un elaborato economico finanziario da sottoscrivere, per corredarlo in un iter di licenziare un progetto definitivo e per procurarsi da qualcun altro i mezzi finanziari che non si posseggono, avrà per me dell'impossibile, per altri un valore che escludo possa essere considerato attendibile. L'opera non si presterą ad altro utilizzo e il reddito che deve consentire il rientro dei capitali da investire dovrà essere dato solo dall'esercizio del parcheggio di autoveicoli.
Da quelli che sopra ho definiti intenti a chiacchierare e a limitarsi all'ascolto della propria voce, oppure da chi in Lega Nord "fa" sarebbe possibile come cittadini di Treviso, leggere in anticipo a una qualunque decisione definitiva finale, e poter tentare di capire le motivazioni che saranno state addotte in siffatti eleborati economico finanziari, tanto dagli estensori firmatari, quanto dai Revisori dei Conti? Se questi ultimi avranno la capacità autonoma di decidere di approvare il controllo per quanto loro compete senza ricorrere alla locale Corte dei Conti, i trevigiani conosceranno di disporre di professionisti sicuramente dotati.
Ma se sorgessero dei dubbi o perlomeno delle perplessità? Trenta, novanta anni, non sono un periodo estremamente lungo in relazione ad un'esigenza a destinazione vincolata di parcheggiare sotto terra autoveicoli, conoscendo unicamente le esigenze di quelle dei modelli di oggi?
Alternative? Coltivare funghi o allevare anguille? Alternative possibili o che altro?
Come la Lega Nord l'ha fatta e raccontata in questi ultimi sette anni, dal 2002? All'incirca come ho scritto sopra. Eppure dove stanno le alternative? Va a finire che per Treviso l'alternativa alla Lega Nord è la Lega Nord!
In tante pagine di questo sito ho concluso con questa esortazione: "Spero proprio che il sindaco Gobbo voglia disfarsi di questo fastidio. Curerebbe intanto i suoi interessi personali."
Oppure chiedendo "E allora, quali altri interessi ci sono, sindaco Gobbo?"
Come può un sindaco di Treviso, che ha mire politiche ben superiori a questa carica elettiva, legare il proprio nome a un progetto che, forse, in realtà non deve essere stato voluto neppure dal predecessore Gentilini e che forse è stato fatto passare come suo? Chi ha voluto questo progetto e per quali interessi? Perché questo progetto si trascina nel tempo e non solo dal 2002?
Nel passare dal palazzo alla piazza una giustificazione via media si è attribuita a Gobbo l'affermazione che trattasi di opera "strategica". Il parcheggio interrato di tre piani in Piazza della Vittoria a Treviso, opera "pubblica e strategica".
Ma l'opera non può essere classificata pubblica se in parte destinata all'utilizzo esclusivo di alcuni utilizzatori di box concessi in godimento pluridecennale.
Perché Gobbo classifichi l'opera "strategica" non mi è noto. Ho valutato altri aspetti tra i quali quell'esempio di atto da non imitare che costituisce la convenzione 15 gennaio 2008 e ho espresso in queste pagine la convinzione che, per come si coordinano i vincoli inseriti nell'atto, il Comune di Treviso non dovrebbe patire alcuna penale se opportunamente decidesse di rinunciare al progetto.
Il piano della viabilità all'interno delle mura dovrebbe essere sottoposto a una seria verifica sulle effettive esigenze dell'utenza di entrare in città e di parcheggiare evitando i due parcheggi Dal Negro e Miani, oltre che quello lungo Viale Trento e Trieste. Suggerisco un trimestre, o semestre, o anno con l'elevazione delle tariffe a 2 Euro per le zone B e a 5 Euro per le zone A, beninteso ora o frazione di ora. Con i maggiori introiti da investire nel controllo e nello studio del comportamento dell'utenza, e un'intensificazione delle corse dell'ACTT a servizio dei parcheggi oggi scarsamente frequentati e con i bilanci in perdita.
Raccomanderei anche di riformulare gli orari di tutte le corse ACTT che passano per il centro città al fine di ridurre le attese, ora di circa 15 minuti, a soli 5 minuti. Dovrebbe essere una soluzione praticabile. Niente due o tre autobus che transitano uno di seguito all'altro, concorrendo a disturbare il traffico, e un solo autobus, ma ogni 5 minuti, corse sostenute anche da chi paga la maggiorazione di tariffa per la sosta con l'autoveicolo privato. Ma non basta. Occorre organizzare la consegna delle merci acquistate nei negozi fino ai parcheggi Dal Negro e Miani, al fine di valutare anche la loro effettiva resa e l'accettazione del pubblico.
A forza di valutare la minaccia che per me è costituita dal voler edificare l'interrato di tre piani, ho perfino pensato ad una soluzione che qui espongo per la prima volta, perché non mi entusiasma, ma potrebbe concorrere al "fare", sebbene in via transitoria.
Ritengo che una soluzione transitoria vada adottata per il parcheggiare in Piazza della Vittoria, sebbene abbia presente quanto questo continua a provocare per la vivibilità
Nessun interrato, e un investimento credo abbastanza limitato tanto nella spesa richiesta, quanto nel tempo per la soluzione. Tempo di capire meglio come andrà la viabilità nei prossimi cinque o dieci anni.
Parto dalla considerazione del reale incremento di posti auto che si realizzerebbero con il parcheggio interrato, rispetto a quelli attuali a raso, in piazza e nelle sue adiacenze che verrebbero sconvolte dall'esecuzione dell'interrato. Ho pubblicato un mio conto tempo addietro dal quale evidenzio un incremento di posti di circa 112 box sempre che il terzo piano interrato sia praticabile, diversamente non ci sarebbe alcun incremento, e sarà probabile che sia questa la realtà
Sarei tentato di produrre un fotomontaggio per illustrare la mia proposta, ma al momento non ho il materiale per realizzarlo.
Nella grande curva di Viale Bartolomeo d'Alviano, interna rispetto a Viale Fratelli Cairoli, nel Bastione San Marco, che costituirebbe un bello scenario, suggerisco di collocare temporaneamente il Monumento ai Caduti di tutte le guerre oggi presente in Piazza della Vittoria, destinando al suo posto l'estensione del parcheggio a raso, senza eliminazione degli alberi che ho visti piantare dopo il 1945.
Forse si riuscirà a spostare anche gli alberi dalla piazza.
Con o senza alberi il recupero dallo spostamento del Monumento coprirebbe quasi per intero l'incremento di posti che si realizzerebbe con il parcheggio interrato, ma con una spesa modesta e anche senza interrompere l'utililizzo dell'attuale parcheggio a raso, con enorme vantaggio per l'ACTT.
Un'area che potrebbe essere meglio adibita a parcheggio, seppure temporaneo, potrebbe interessare quella davanti all'Istituto A. Gabelli. Un'altra seppure piccola si trova a ridosso del Ponte De Gasperi. Volendo quindi l'incremento di posti parcheggio senza realizzare un terzo piano interrato quasi sicuramente impraticabile e senza alcuna altra opera interrata, diventa solo questione di "fare con volontà di affrontare il problema senza aprirne altri, molto seri e sicuramente costosi, se non impraticabili."
Alla Lega Nord cosa manca per questo "fare senza strafare e correre rischi"?
Escludo che la realizzazione, o il tentativo di iniziare a realizzare il parcheggio interrato in Piazza della Vittoria a Treviso — perché ad eventuale cantiere aperto ci si bloccherà — convenga alla stessa Lega Nord.
Ora non è più tempo per le prese di posizione di Gentilini che, probabilmente le ha fatte sue solo perché gli sono state raccomandate da . . . a saperlo! O intuirlo?
Tutto sta cambiando, anche ai fini delle responsabilità personali. Si tende ad addosarle sempre più verso la base. Risponde il semplice impiegato esecutore. Se non è già così siamo su questa strada. Un perito per professione abilitato ad eseguirla, viene incaricato di formulare una perizia? Quasi sicuramente pretende dalle parti la sottoscrizione di dichiarazione sui dati che egli deve peritare, come certi e forniti dagli interessati. In pratica la perizia diventa un incasellamento di dati in un database. E se sorgeranno complicazioni il perito tenderà a dimostrare che i dati . . . gli sono stati procurati.
Qualcuno ha suggerito il ricorso a una perizia della mia casa, per stato e valore, da avere pronta per usare all'evenienza, o per affidarmi oggi all'avventura di radicare una causa. Ma se la sostanza di una perizia si riduce a quanto ho prospettato, a quale utilità pratica mi sottoporrei al costo, non modesto, di un autoricorso a tale prassi?
La mia preoccupazione per come si redigerà l'ultimo elaborato economico e finanziario necessario per corredare la documentazione che deve costituire il corredo al progetto definitivo del parcheggio interrato, quasi sicuramente troverà un rimbalzo di dichiarazioni e sottoscrizioni di documenti sul tipo che ho appena illustrato, o denunciato.
Considerati questi aspetti perché sul finire del 2009, la Lega Nord e il sindaco Gobbo si dovrebbero mettere, in relazione all'approvazione del progetto definitivo del parcheggio interrato in Piazza della Vittoria a Treviso, nella stessa incertezza nella quale vivo la mia quotidianità di residente in questa piazza e nella quale mi affiderei a una perizia?
Sceglieranno la Lega Nord e il sindaco Gobbo non indico quale strumento, per non inimicarmi gli operatori del settore, per avere la certezza che la natura del terreno . . . e che la struttura di cemento armato, dopo i 90 anni previsti per rientrare in libera disponibilità del Comune proprietario dell'area, costituisca un qualcosa che avrà allora una residua utilità pratica, per servire esclusivamente le esigenze di stallo degli autoveicoli da qui a 10, 20, 30 e passa anni?
Escludo per il futuro politico di Gobbo e della Lega Nord la convenienza di restare fermi sul progetto del parcheggio interrato di Piazza della Vittoria e più i media locali si cimentano in notiziole di imminente inizio lavori, l'hanno fatto ormai innumerevoli volte, e più mi convinco che il sindaco Gobbo e comunque la Lega Nord sono sono votati a sbagliare a Treviso, in un modo che risulterebbe oltre tutto ridicolo.
Invece la delibera di Consiglio Comunale che dichiarasse decatuto l'interesse per questo progetto, contenente il progetto di valutazione da avviare riferito a tutti i pregressi al fine di valutare se il Comune di Treviso sia soggetto a penali, evenienza che mi sento di escludere anche per come è stata sottoscritta la convenzione 15 gennaio 2008, dimostrerebbe che la "politica del fare e fare in concreto" appartiene alla formazione politica che, compatta, deliberasse in questo senso.
Ritengo che sia sufficiente l'impegno ad affrontare una approfondita valutazione di quanto ha portato alla convenzione del 15 gennaio 2008, per far decadere di fatto, ogni richiesta di risarcimento. Chiunque avrà interesse a dimenticare questo progetto, che non sta in piedi con i conti e con tutto il resto.
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16 ottobre 2002
CONSIDERAZIONI PRESENTATE ALLA SECONDA RIUNIONE PUBBLICA DEL COMITATO CONTRO IL PARK DI PIAZZA DELLA VITTORIA.
Dagli incontri avuti nei giorni scorsi con i Consiglieri comunali e da quanto ascolto nei nostri incontri, o leggo dalla stampa locale, ricavo una sensazione di generale rassegnata impotenza a contrastare le decisioni finora assunte riguardanti il parcheggio sotterraneo di Piazza Vittoria.
Apprezzo l'iniziativa del Comitato volta innanzi tutto a contattare indistintamente tutti i politici, ma contemporaneamente orientata a presentare una diffida contro Sindaco e Consiglieri per le conseguenze negative di un'eventuale esecuzione di questo parcheggio.
Apprezzo ugualmente l'idea di un'eventuale Lista Civica, intanto da maturare e, forse, presto da negoziare, presso chi ci dimostrerà maggiore interesse. L'essere un gruppo dovrebbe pagare in queste circostanze. Il sognare di accedere all'Amministrazione della città come espressione di cittadini, probabilmente richiede tempo per trasformarsi in un'eventuale realtà. Abbiamo delegato e, riabituarci al controllo, probabilmente dovrà comportare altri prezzi da pagare.
Credo però che i proprietari di immobili prospicienti la piazza, o a questa attigui, come pure i residenti, non debbano aspettare queste iniziative, o prospettive, senza un'appropriata e concomitante azione che si orienti con immediatezza ed efficacia a tutelare la qualità della vita e la proprietà.
Due temi e due garanzie tutelate dai massimi ordinamenti, dalla nostra Costituzione nazionale, in sede Europea e oltre alla stessa. Parto dalla convinzione che potrebbe non essere facile ottenere, se dovesse essere necessaria una causa, un'iniziale vittoria, ma proprio per questo, nel percorrere i diversi gradi dell'azione, è determinante ai fini della finale, certa vittoria, essere partiti con argomentazioni fondamentalmente vincenti.
Allora la prima: Il Comune di Treviso è il proprietario della piazza e la sua Amministrazione in carica - evito qui di ripetere quanto già ci siamo più volte detti - dispone per opere che vanno eseguite a ridosso delle proprietà confinanti, quando addirittura ad esse non intendesse ancorarsi.
Considero che non mi posso opporre ad un'opera che rispettasse correttamente il proprio iter (altro aspetto che andrebbe approfondito) e quindi cerco una possibile, corretta, iniziativa orientata ad accertare:
a) lo stato di conservazione attuale della mia proprietà;
b) il suo valore commerciale, seppur ponderato, ma riferito a periodo in cui questa idea di parcheggio interrato non costituiva, come già costituisce, una turbativa di mercato;
c) il mio stato di vita, a casa mia.
Questi accertamenti necessari prima che il Comune, proprietario della piazza, possa lecitamente dar corso al progetto, non devono costituire un onere a mio carico, bensì a carico dell'Amministrazione proponente e/o di chi esprime questa Amministrazione.
Quindi questo deve essere un costo che, unito a quello che risultasse necessario per promuovere l'azione appropriata volta a garantire questa tutela, andrà a costituire un costo aggiunto al progetto.
La seconda argomentazione: Per la realizzazione di un'eventuale opera del tipo che viene prospettato, su una qualità di terreno del tipo esistente, occorreranno scavi, pompaggi di acqua nell'arco delle 24 ore, ecc., lavori tutti tali da rendere impossibile per almeno due anni, la qualità della vita per i residenti. Allora occorre un'azione volta, come per il caso del bomba day, al trasferimento di chi fisicamente non potrà reggere questo prolungato disagio, in appropriate residenze di qualità analoga a quella loro abituale.
Aspetto economico, anche questo, che non dovrà riguardare le mie disponibilità, ma che andrà a costituire ulteriore costo aggiunto al progetto.
Terza argomentazione: Come ad un incallito ex fumatore, l'attuale giurisprudenza internazionale è orientata a riconoscere adeguati indennizzi di natura patrimoniale, quanto minimo, nel mio caso, occorre che il Comune di Treviso, proprietario confinante, possa intraprendere il suo progetto, dopo aver costituito - per ogni singolo proprietario confinante e/o residente - un'appropriata garanzia patrimoniale atta a soddisfare e le sopravvenienze prossime o future, alla mia proprietà, quanto atta a soddisfare eventuali conseguenze al mio stato di salute, dipendenti dall'esecuzione di quest'opera, o dal traffico, o dallo smaltimento dei gas di scarico per accedere, parcheggiare e uscire dal parcheggio interrato. A questo proposito, da Il Gazzettino di ieri, leggo la seguente dichiarazione attribuita all'Assessore ai Lavori Pubblici, Franco Favaro, che difende la scelta del parcheggio interrato in Piazza della Vittoria: "Perché le abitudini dei cittadini vanno modificate sì, ma per gradi. Chi ha sempre cercato di parcheggiare l'auto davanti al negozio non può essere fermato improvvisamente a un chilometro dalla città."
Credo che anziché giustificare chi ha pessime abitudini, occorra prima salvaguardare i diritti dei residenti. Tra i due tipi di cittadini, quelli che reclamano la salvaguardia della qualità della vita e della proprietà non hanno sicuramente diritti inferiori a quelli che pretendono di arrivare in centro città con il fuoristrada.
Credo che questi tre punti siano sufficienti e a garantire a me il futuro, e ad orientare ora le decisioni relative a quest'opera, indipendentemente da ogni altra considerazione volta a trovare una giustificazione a questo parcheggio interrato.
Per quanto mi riguarda, intendo orientarmi in questo senso. Quindi affiderò ad un legale lo studio di un'appropriata azione, che inizi con la richiesta all'Amministrazione comunale di provvedimenti urgentissimi atti a revocare, definitivamente, l'attuale stato di turbativa delle quotazioni del mercato immobiliare e di incertezza.
Sarò lieto se non mi troverò da solo in questa presa di posizione, quindi mi aspetto che il Comitato, o comunque altri cittadini nelle mie condizioni, assieme a me o individualmente, possano ritenere percorribile questa strada. Percorso, tra l'altro, che si dissocia dalla protesta del momento, che non assume un atteggiamento aprioristicamente contrario, ma che si limita a chiedere garanzie reali, e pertanto lecite e invocabili con urgenza.
Dall'incontro con il Consigliere Cipolla ho appreso che cittadini con proprietà danneggiate nel valore di mercato da installazioni di antenne telefoniche avrebbero vinto la causa promossa contro il Comune di Bologna. Ma chissà quante altre iniziative seguiranno, magari silenziose, e tuttavia orientate alla concretezza.
Invece, per dare una voce adeguata al nostro tempo e per esprimere autonomia di informazione, ho il piacere di presentare il sito internet che sto costruendo, non senza difficoltà per mantenere "equilibrio". La partecipazione di chiunque sappia rendersi attivo anche solo nel segnalare temi e casi meritevoli di pubblicazione, sarà gradita.
L'indirizzo del sito è il seguente:
Vedi
La scelta del tipo .com ha avuto solo una motivazione economica e di tempo, in quanto un eventuale sito .it costa in termini di burocrazia, di oneri, di limitazione di spazio disponibile.
Nel sito curo anche un settore fotografico, volto ad illustrare la città e, tra l'altro, a segnalare che il parcheggio attuale di Piazza della Vittoria offre spazio durante molte ore, per non parlare di quello, a soli 450 metri di distanza, di Via Trento e Trieste, quasi sempre con molti posti liberi.
Grazie per l'attenzione,
Treviso, 16 ottobre 2002
Mario Malaguti
Piazza della Vittoria, 16 - Treviso
Telefono 0422 411 073
e-mail: mario@malaguti.org
